un impiegato in favela

Archive for the ‘Vita da favelado: il nido d’aquila’ Category

Come educare i bimbi dei vicini di casa…

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha, Vita da favelado: il nido d'aquila on 28 marzo 2014 at 03:30

…in 5 brevi episodi e un epilogo.

educazione per i bimbi vicini di casa #finestrasullafavela

1

– Benvenuti a casa mia… casa… MIA!
– Adesso andiamo, andiamo, – bofonchiavano in marcia lenta e a testa bassa, i maschi adulti della famiglia che abita tre scalini sotto a casa mia, il nido d’aquila. Il terrazzo è grande, un gioiello, dove lo spazio è prezioso; e rappresenta una irresistibile tentazione per i vicini che amano bere una birra e farsi una canna all’aperto, specie se riescono a farlo di nascosto, senza previa autorizzazione del legittimo padrone di casa.

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Internet in favela

In Finestra sulla favela Rocinha, Vita da favelado: il nido d'aquila on 18 marzo 2014 at 03:30

Ovvero, seu Luciano vs. il gringo.

Strapiombi edificati di favela (foto di Claudio Ghisoni)

– Buonasera qui è la Claro, servizi di telefonia e Internet, come possiamo aiutarla?
– Buonasera, volevo chiedere quanto viene il vostro servizio di Internet banda larga. Leggi il seguito di questo post »

Scalando e ridiscendendo

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha, Oltre la favela Rocinha, Vita da favelado: il nido d'aquila on 12 febbraio 2014 at 09:38

– Buongiorno!
– Buongiorno, mio caro, puoi prendere l’acqua, è là.
– Grazie, anche questa settimana vamos con la scalata.
– E già già… è molto faticoso su per quelle scale, não é? – mi  chiedeva il droghiere (anzi, il macellaio, perché, dalle parti della rua dois, i boccioni da venti litri d’acqua, li vende il macellaio) con un velo di affettuosa ironia che fino a qualche mese fa per me era impercettibile e alla quale invece adesso posso rispondere stando al gioco: Leggi il seguito di questo post »

All’improvviso un divano

In Finestra sulla favela Rocinha, Vita da favelado: il nido d'aquila on 9 febbraio 2014 at 11:43

Il nido d’aquila, dove vivo, si trova sulla cima di una  scala alta e ripida che si inerpica su una parete di roccia con gradini irregolari. Risalendo, sulla destra c’è la estrada da Gávea, con il suo traffico caotico, gli autobus che si  incastrano l’uno nell’altro, e i moto-taxi che fanno slalom tra gli autobus, le auto, i bimbi e altri passanti; sulla sinistra ci sono gli usci di altre abitazioni: i miei vicini di casa. C’è una signora che si vede raramente, perché fare le scale non è facile. C’è un balconcino che fa da anticamera ad una casa dove abitano due famiglie con tre bimbi in totale; dopo il balconcino c’è un angolo nel quale è incastrata una porta che si affaccia ad una abitazione che deve essere molto piccola. Qui ci sta un numero indefinito di persone: Leggi il seguito di questo post »

Requiem a un gatto di favela

In Finestra sulla favela Rocinha, Vita da favelado: il nido d'aquila on 29 ottobre 2013 at 00:55

Questa è la cronaca della morte di un gatto e di altri esseri viventi, e non solo di questo. Si consiglia a persone sensibili, impressionabili, o a chi si lasci facilmente turbare da temi come la morte e l’agonia, specie se di animali domestici, di evitarne la lettura, o quanto meno di saltare il capoverso centrale, in quanto, affacciandosi alla finestra, si vede il decesso nell’unico modo possibile quando lo si vede affacciandosi a una finestra, cioè così come avviene in tutti i suoi più ripugnanti e tragici particolari. Si avvisa chi decidesse di andare avanti saltando il capoverso che contiene tali impressionanti dettagli, che all’inizio e alla fine della cronaca comunque si racconta di tempeste, di natura, di vita e di morte, ma anche di esseri umani, e che quindi, forse, in questo caso, ci si sentirà meno sconvolti. Si ringrazia chi vorrà affacciarsi senza alcuna preclusione, e soprattutto chi vorrà suggerire il nome del geco. Questo racconto vuole anche lasciare qui appeso al davanzale della finestra un estremo saluto ad eterna memoria del povero gatto.

Quando ci sono vento e pioggia forti, fuori dal nido d’aquila, ti pare di essere stato trascinato nell’occhio di una festa danzante di streghe: Leggi il seguito di questo post »