un impiegato in favela

Archive for the ‘Il popolo di Rocinha’ Category

Nell’attesa di un regalo…

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha on 27 giugno 2014 at 14:04

Peccato, avevo preso il vino, sarà per la prossima!

Quando è ora di pranzo, un bimbo si arrampica sulla sedia, sistema una alla volta le gambette sotto il tavolo, aspetta il riso e fagioli e si mette all’ascolto della mamma o dello tio che lo ha portato fuori a mangiare. Quando è il momento di ricevere un regalo, Leggi il seguito di questo post »

Expulsadeira (l’ultimo racconto, per la seconda volta)

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha, Storie di Pacificazione, Vita da favelado: il nido d'aquila on 17 giugno 2014 at 06:17

favela Rocinha, Rio de Janeiro, Brasile, #finestrasullafavela

La saideira, dal verbo “sair” che vuol dire “uscire”, è l’ultima bevuta prima di tornare a casa, prima di andar via, appunto. La regola vuole che se ti viene proposta dai tuoi compagni di bevute quando accenni all’intenzione di tornare a casa, non puoi rifiutarla; d’altra parte, dopo la saideira ti viene riconosciuto il diritto di dimetterti (e non è conquista da poco). Dopo la saideira, però, potrebbe capitare che ti lasci trascinare da un’ultima chiacchiera. Se indugi, sarai obbligato ad un altro bicchiere, e il rito ricomincerà. In casi estremi, se ti rendi conto che è proprio giunto il momento di andare, potrai appellarti alla expulsadeira: il pilota dell’aereo militare che precipita preme il pulsante di emergenza per poter essere ribaltato fuori dall’abitacolo. Il bancone di un bar della Rocinha è tutt’altro che un velivolo da guerra, ma l’expulsadeira ti salverà. Solo, stai all’erta che l’expulsadeira non si riveli un’engrenadeira, quella che ti fa ingranare verso un nuovo giro.

Come dopo la saideira di un anno e mezzo fa, quando tornai a casa dopo il primo giro di Rocinha, poche ore dopo essere nuovamente atterrato al punto di partenza, vivo le impressioni della diversità dei due mondi. Come la prima volta, anche se il traffico è intenso, nelle strade di Milano mi sento capitato nel mezzo di uno spazio sconfinato e deserto; le stanze di casa sono enormi (pur non vivendo in un palazzo regale). I pavimenti, come anche i marciapiedi, mi invitano a camminare scalzo; l’acqua calda Leggi il seguito di questo post »

La traversa della libertà (tre due uno zero)

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha, Strade di Rocinha, Vita da favelado: il nido d'aquila on 12 giugno 2014 at 07:49

favela rocinha travessa da liberdade la traversa della libertà

C’è una piccola via, un vicolo, dalle parti della via Ápia di Rocinha. Qui ci abita da sempre una famiglia di tanti bimbi, di tanti bimbi che si sono fatti giovani e giovani che hanno avuto altri bimbi. È periodo di Copa, di Mondiali, di Coppa del Mondo,  di tutto il  mondo, anche della Rocinha, perché, Leggi il seguito di questo post »

Seu Antonio e il Garage Lettario

In Finestra sulla favela Rocinha, Garagem das Letras, Il popolo di Rocinha on 10 giugno 2014 at 12:13
Io e seu Antonio

Io e seu Antonio

fala meu jovem! dimmi mio giovane! – è il tormentone vivo di seu Antonio, sempre di buon umore, anche al mattino, quando risponde al telefono.

– seu Antonio, stiamo ancora aspettando quel vigliacco degli infissi (*) che non risponde mai, ma intanto si può andare avanti con la paretina?

pode ficar tranquilo, lascia fare a me.

– di che cosa c’è bisogno? Leggi il seguito di questo post »

Il fax (meno quattro)

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha on 9 giugno 2014 at 02:00

favela secondo selarón

– Ciao Mariquina! Come stai? Il pancione si è fatto bello tondo… quanto manca?

Mariquina, giovanissima, dagli occhi grandi, la pelle dorata e il sorriso che si ravviva mentre rivolge il viso al cielo: Leggi il seguito di questo post »