un impiegato in favela

Posts Tagged ‘pacificazione favelas’

Gleice Oliveira, 18 anni: nuova violenza subita in Rocinha

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha, Storie di Pacificazione on 7 marzo 2014 at 08:52

Gleice Oliveira, 18 anni

È successo anche questo, in Rocinha, nei giorni scorsi: le sfilate, le baterias di favela; poi, una sera, la polizia ha imposto di chiudere una festa di Carnevale perché qualcuno aveva acceso una comune rissa e per chissà quale altra ragione, scatenando così una manifestazione che ha visto gli abitanti bloccare la estrada Lagoa-Barra, che, provenendo dal centro, passa sotto alla Rocinha. La protesta ha eccitato i banditi, i meninos, e da ciò si è innescata un’intensa sparatoria tra questi e la polizia. Abitanti in festa venivano fermati dai battaglioni speciali della BOPE per perquisizioni; gli veniva puntato contro il fucile con arroganza perché alzassero la maglietta e mostrassero di non essere armati. Poi, una notte nel corso della quale tutta la città di Rio era in festa, favela Rocinha inclusa, una ragazzina è scomparsa. Il ritrovamento del suo corpo, avvenuto nelle ore a seguire nel bagno di un bar con la serranda sbarrata, ha rivelato che era stata stuprata e uccisa.

Gleice Oliveira aveva 18 anni e un figlio di 2. Leggi il seguito di questo post »

L’urlo di un sedicenne, due mesi di violenza a Rio

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 20 febbraio 2014 at 19:42


Si avvertono i lettori che seguono immagini e racconti di violenza: è parte di quanto è capitato nelle ultime settimane nella città che ospiterà la finale della Coppa del Mondo 2014 e le Olimpiadi 2016.

Roupa Suja vuol dire “panni sporchi”, e si chiama così perché una volta in questo quartiere di Rocinha c’era una lavanderia e la gente ci andava con i panni sporchi per lavarli. È stato uno dei primi insediamenti di Rocinha, e si sviluppa in vicoli tortuosi e stretti a ridosso del tunnel Zuzu Angel, da dove tutto ha avuto principio, e a cospetto della grande Pietra che si affaccia a strapiombo sulla favela. Roupa Suja è il quartiere nel quale, verso il confine con la foresta, ci sono ancora le baracche di legno, fango e lamiera, che rischiano di venir giù con le foglie secche e una zolla di terra che smotta, quando piove forte.

Mentre era in attesa di Flavinho, Flavia non poteva andare a lavorare; era sola, così cominciò ad ospitare nella sua semplice casa di Roupa Suja i bimbi di chi si trovava nella sua stessa situazione, e da allora Leggi il seguito di questo post »

Un fine settimana in guerra

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 17 febbraio 2014 at 21:39

Due volanti della polizia pacificatrice sfrecciano a sirene spiegate lungo l’Avenida Niemeyer, che mette in comunicazione Leblon alla Rocinha, passando da Vidigal, via lungomare. Il cobrador dell’autobus, già stanco di una notte di lavoro ormai sul finire mentre si sono fatte le quattro del mattino, infastidito da due giovani sguaiati che, agitando una bottiglia di whiskey svuotata per tre quarti, alle curve perdono l’equilibrio e ora urtano il cobrador stesso, ora sgomitano una signora anziana seduta al suo posto con le braccia incrociate, mentre l’autobus sbanda per evitare la volante che rischia il frontale invadendo l’altra corsia a tutta velocità e contromano, storce la bocca in un’espressione di disapprovazione, e si dice ad alta voce che qualcosa deve essere capitato in Rocinha, di nuovo. Uno degli ubriachi gli intima di non parlare male della Rocinha e si merita un rimprovero secco, cachaçeiro che  non sei altro. Gli altri  passeggeri fissano la notte fuori dai finestrini, ciascuno assorto nei suoi pensieri.

Raggiunto il viadotto che separa São Conrado dalla Rocinha, i passeggeri scendono con preoccupazione; io con loro. L’atmosfera è tesa: non è quella festosa del sabato notte, e le baracche del camelodromo (il mercato dei venditori ambulanti), di solito illuminate e accoglienti tutta la notte, hanno le saracinesche sbarrate e si confondono l’una con l’altra nel buio pesto. Superata l’ultima, si apre la vista alla passarela, e poi a una camionetta nera della polizia militare, due, tre: un’intera truppa di soldati si accalca dalle parti al passaggio pedonale, all’inizio della via Ápia, in compagnia del giovane popolo della notte, che qui tutti i fine settimana si riunisce a bere, ad ascoltare musica, a corteggiare e a farsi  corteggiare, ma che questa volta è dimezzato rispetto al solito: negli occhi vitrei di una notte di vizi si scorge una vena di ansia.

Alzando lo sguardo alla collina, dove di solito brillano fragili le lampadine che gli abitanti amano lasciare accese davanti agli usci, c’è un’enorme macchia nera, e la musica tace. Sale l’attenzione e si scorgono le tracce di uno scenario di guerra, Leggi il seguito di questo post »

Mitragliate di lunedì pomeriggio (con video)

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 28 gennaio 2014 at 08:54

Alle cinque e mezza del pomeriggio, nella parte bassa della Rocinha, nel Valão, vicino alla Passarela e alla rua da via Ápia, e cioè al confine estremo tra la favela Rocinha e il quartiere di São Conrado, costituito dalla strada di grande percorrenza Lagoa-Barra, si sono susseguite scariche di mitraglia. La mitraglia, quando è molto vicina, produce rumori acuti, uno dietro  l’altro, suonando buffa, e hai sempre il dubbio che si tratti di un tric trac. La rua da via Ápia è una delle principali vie di accesso alla Rocinha, in una  zona di commercio, e nel tardo pomeriggio è gremita di persone che  si occupano delle loro faccende. Tutti fuggivano, Leggi il seguito di questo post »

Il posto degli artisti

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha, Storie di Pacificazione on 28 dicembre 2013 at 11:48

Ho ventidue anni e vivo in Rocinha da sempre. Non ho potuto studiare e in questo periodo  lavoro come cobrador, mi piace andare in palestra e mi piace il posto degli artisti.

Il posto degli artisti è quell’angolo della Rocinha alta dove gli artisti vendono le loro opere: Leggi il seguito di questo post »