un impiegato in favela

Posts Tagged ‘cooperazione internazionale’

Il riso

In Finestra su Haiti on 1 aprile 2020 at 11:46

Finestra su Haiti, di Pollyanna in favela

La traduzione letterale è “appiccicato, incollato, scotto”. Insomma, per una buona forchetta italiana come me, qualcosa che suona come poco invitante, ma il riz collé in realtà è riso con fagioli, il piatto nazionale per ogni haitiano che si rispetti.

Sommergetelo di lasagne, gnocchi, aragoste, capretti o polletti, ma se non trova il riso a tavola, l’haitiano non lo considera un vero pasto. E si lamenta!

Ad Haiti la questione “riso” è piuttosto delicata, visto che Leggi il seguito di questo post »

La radio

In Finestra su Haiti on 25 marzo 2020 at 13:04

Finestra su Haiti, di Pollyanna in favela

Giovedì 19 marzo 2020 è stata la festa del papà, ma anche il giorno in cui Haiti ha riscoperto la paura. In epoche quasi dimenticate la popolazione ha vissuto deportazioni, massacri, schiavitù, epidemie. Le cicatrici dei più recenti terremoti, uragani, carestie pulsano ancora sulla pelle di questa gente così caparbia e fiera.

Due casi di COVID-19 ad Haiti. Stato di

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TAP TAP, in viaggio ad Haiti

In Finestra su Haiti on 19 marzo 2020 at 12:38

Finestra su Haiti, di Pollyanna in favela

Ti lanci in mezzo alla strada e cerchi di farlo rallentare. Solo dopo chiedi dov’è diretto e quanto devi pagare per farti lasciare alla tua destinazione. “Sali Sali, al massimo scendi al bivio e aspetti che ne passi un altro!”

Niente stazioni, marciapiedi, fermate segnalate. Niente indicazioni luminose o un qualsiasi indizio che ti possa aiutare a capire quale TAP TAP prendere.

Il trasporto locale ad Haiti funziona così:

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Pollyanna in favela (LA NUOVA FINESTRA)

In Finestra su Haiti on 17 marzo 2020 at 12:48

Giurista, sportiva, amante della natura e dei dolci, curiosa. Mi chiamo Beatrice, le amiche mi chiamano Pollyanna perché… be’ il perché potrà forse risultare evidente a chi vorrà affacciarsi a questa Finestra, per il momento basti dire che mi piace focalizzarmi sul bello del mondo. Mi chiamo Beatrice, o Pollyanna, come preferite, e sono tante cose. Forse ho anche tante personalità, ma remano tutte nella stessa direzione: leggere la vita col sorriso e coi colori. Nonostante tutto.

Cerco di guardare il mondo con occhi di bambina, lasciandomi stupire ogni giorno di questa meraviglia che é il Pianeta Terra.

Ho sempre amato viaggiare e scoprire nuove culture, nuovi piatti e nuove parole; incontrare,  ascoltare e confrontare. Ascoltare… l’ho sempre preferito al parlare perché è il primo passo verso ciò che voglio fare nella vita: imparare ed evolvere a prescindere dall’età anagrafica.

Da qualche anno ho unito tutte queste passioni e lavoro in giro per il mondo, in luoghi incredibili e con persone uniche che rendono le mie giornate speciali e memorabili. E sì, a volte anche un po’ stressanti!

È successo tutto un po’ per caso, anche se mi piace pensare che il disegno era già pronto e dovevo solo trovare i colori giusti per dargli vita e riempirlo dei miei sogni. Ci è voluto coraggio e anche un pizzico di incoscienza: lasciare il percorso da apprendista magistrato, perdere ogni riferimento e uscire da quella comfort-zone che rassicurava, ma non soddisfaceva.

È iniziato tutto grazie ad un’amica, durante un periodo di lacrime e dubbi: un prezioso suggerimento e un briciolo di follia.

Adesso vivo una poesia.

Non che non ci siano paure, lacrime, sconfitte e frustrazioni, ma almeno ho iniziato a vivere e non è più sopravvivere, amando quello che faccio e sentendomi felice. Incondizionatamente. La distanza dall’Italia e dagli affetti è complicata, ma non impossibile da affrontare: richiede impegno, amore, pazienza e dedizione. L’attesa e le farfalle allo stomaco (o pesciolini fritti, come mi piace identificare quella sensazione), sono vibranti e danno serenità e conferme.

Adesso vivo ad Leggi il seguito di questo post »

Iraq, insegnare ai bambini nati sotto l’ISIS

In Finestra MEMO on 9 marzo 2018 at 19:07

Da Finestra MEMO, Di Un impiegato in favela

This is the time
because there is no time
(Lou Reed)

Iraq Nina Kimber e Rocco - foto di Giovanni Vezzani

Non c’è mai tempo, nemmeno di raccontare, né di leggere, né di scrivere un post per Finestra MEMO. Perciò proprio adesso è tempo di condividere; ecco un’intervista realizzata da niente di meno che una radio australiana in lingua italiana, per COOPI, e per i bambini iracheni, per far conoscere di loro:

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Un impiegato in favela

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