un impiegato in favela

Posts Tagged ‘rio dei janeiro’

Il rumore degli spari (CON VIDEO)

In Carnevale, Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 23 febbraio 2014 at 20:47

Non sparano mica sempre, in Rocinha: ci sono state giornate difficili quest’anno. In questi ultimi tre giorni pare vada meglio, anche se venerdì 21 febbraio, alle 6 del mattino, ci siamo svegliati con gli elicotteri che ci volavano sulla testa. Si allontanavano e tornavano a far tremare le finestre. Colpi d’arma da fuoco come se fossero sotto casa. C’è stata un’operazione di polizia, della Core, truppe d’elite della “polizia civile”. Avrebbero dovuto eseguire arresti che poi non sono riusciti. Poco dopo gli spari, i bimbi con lo zaino aspettavano la navetta per andare a scuola.  Leggi il seguito di questo post »

Cuccioli selvaggi di Rocinha

In Finestra sulla favela Rocinha on 6 luglio 2012 at 00:17

Sono cuccioli di giungla Camile, Renan, Gullherme Sousa e Dadì, quattro intorno ai dieci-dodici anni che, memori della mia generosa offerta di due giorni prima di un bottiglione di Guaranà, quando scendo in piazzetta di sotto dove ci sono i tavolini degli scacchi (ma nessuno gioca mai a scacchi); quando scendo in piazzetta a farmi una cervejinha per conciliare il sonno, memori di quel regalo, mi individuano e mi stanno appresso tutta la sera.

Cuccioli selvaggi di Rocinha – Camile

Prima Camile, con dolcezza, mi lascia per qualche minuto e torna con un bicchiere pieno di un intruglio denso che sembra cioccolato, e si mette a mangiarlo in silenzio seduta al tavolo con me, e poi mi fa un disegno sul taccuino; poi arriva Renan, che va più diretto al punto: mi riconosce come quello del Guaranà dunque come uno che potrebbe pagargliene un altro stasera – è pagare il termine  che usano, non offrire – e chiede a Camile se le ho pagato io l’intruglio. Anche apprendendo che non l’avevo fatto, mi lascia anche lui una firma… e un omino. È il turno di Gullherme Sousa che autografa pure lui. Infine Dadì, che mi dice come si chiama ma preferisce non scrivere: forse non sa come si fa. Leggi il seguito di questo post »