un impiegato in favela

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Per due sacchi di riso

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 31 luglio 2015 at 19:36

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

per due sacchi di riso finestra sulla favela

Di solito preferisco che la Finestra non racconti ciò che capita in ufficio, per rispetto verso i colleghi e il datore di lavoro, e perché trovo che ne derivino storie noiose per chiunque che non sia direttamente coinvolto. Ma ciò che è successo in questi ultimi due giorni devo lasciarlo andare: un soffio su una manciata di parole a caso, e che esse prendano il volo fuori dalla finestra.

Ci sono luoghi, in Sierra Leone, che raggiungi attraversando file di lamiere di zinco e assi di legno incastonati l’uno nell’altro. Oltre la palude che calma le onde furiose dell’Oceano e le accompagna ad accomodarsi placide tra le mangrovie, e a confondersi con la melma, e infine a liquefarsi in polvere; oltre la strada ora asfaltata, ora buche, rivoli di fogna e impasto di escrementi e fango; oltre la fila di baracche che ospitano abitazioni, parrucchieri, sarti, officine di moto e rivenditori di assi di legno e ferramenta, commercianti di buste di plastica e cancelleria, piccoli banchetti di corpi di pollo e pesce giacenti l’uno sull’altro in penombra, a lume di candela, sfiniti dall’ardore della piastra; oltre i negozi di DVD e dischi, che la sera alzano il volume e mostrano un film ad una piccola folla immobilizzata dalla meraviglia; oltre la strada, oltre il mercato, tra le distese di fango interrotte dalle palme che si stagliano a indicare il cielo, e finiscono per ripiegarsi al suolo, vivono comunità di donne, uomini e bambini che negli anni sono stati martoriati dalla guerra e dalle epidemie, e che escono decimate dall’ultima atroce condanna senza processo.

– Ma lo sai da quanto tempo questa gente non vedeva un sacco di Leggi il seguito di questo post »

Cento piatti e qualche volto

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 24 luglio 2015 at 10:14

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

Rice with cassava leaves

Non esco mai, sto sempre affacciata alla finestra. Per mangiare, a pranzo, posso scegliere tra: riso con foglie di patata e pollo, riso con krain krain e pollo, riso con stufato di arachidi e pollo, riso con foglie di cassava e pollo, riso con stufato di okra e pollo, riso e fagioli e pollo, riso al curry e pollo, riso jollof e pesce, oppure pollo. Il riso jollof è arancione, è fatto con Leggi il seguito di questo post »

EID MUBARAK!

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 17 luglio 2015 at 18:18

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

I cieli della Sierra Leone dalla Finestra (3)

– Junior, oggi è giovedì, domani è venerdì, e mi stai dicendo che domani sarà festa nazionale, cioè si starà a casa da lavoro, ma non si sa ancora?

– Yes, sir!

– Sono le tre del pomeriggio di giovedì e non si sa ancora se domani sarà festa o no? Leggi il seguito di questo post »

Fantasia e cronaca

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 15 luglio 2015 at 10:41

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

Fantasia e cronaca

Non si vedono le farfalle, non si vedono ancora, ci sono e si esibiranno tra pochi battiti di ali. Lascia che piova forte, lascia che torni il sole, lascia che piova e che torni il sole, e sfodereranno le ali dalla terra. Si lasceranno solleticare dai fili d’erba e si uniranno tra loro in una nuvola d’ali delicate. Cercheranno il cielo, ogni giorno diverso. Lo cercheranno tutte ma molte di loro non lo raggiungeranno: stormi di volatili in picchiata ingoieranno le ali e i corpi filiformi, e le obbligheranno al ritorno alla terra; altre non riusciranno a staccarsi dal fango: orde di agama le avranno masticate prima. Gli agama agama, Leggi il seguito di questo post »

L’uomo che guarda

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 8 luglio 2015 at 09:53

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

In occasione di un matrimonio celebrato ai tempi dell’ebola, ho incontrato un amico che avevo conosciuto qualche tempo prima. Dalla Finestra si era già scorta la sua storia. Vorrei raccontarla mille volte ancora. Eccola qui, appena per la seconda volta.

Lookman

Sierra Leone, Paese di pesca, palme, baobab, mangrovie, aquile, champion, mango fly, falchi e avvoltoi. Il popolo sierraleonese prega, prega un solo dio: i cristiani condividono la moschea nella preghiera del venerdì, i musulmani partecipano alla messa della domenica; insieme in un solo ballo, in un solo canto. Un bimbo corre felice con un pesce più grande di lui tra le braccia, attraversa la strada asfaltata, si lancia lungo una scoscesa strada sterrata; nella penombra delle palme, dei banani e dei manghi, imbocca un groviglio di sentieri infangati, continua la corsa, attraversa il villaggio, si catapulta dentro a una casa dal tetto di zinco senza porte e senza finestre; appoggia il pesce sul tavolo di legno. Vede una bottiglia. Ha sete, l’afferra e ingolla una sorsata. Lo travolge un bruciore forte, il dolore più forte mai provato, tra i denti, in gola e nello stomaco. La sua vita non sarà più come prima. Se sopravvivrà, la sua vita cambierà per sempre.

La prima volta che incontrai Lookman Leggi il seguito di questo post »