un impiegato in favela

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Uomini e maiali

In Finestra su Haiti on 17 giugno 2020 at 09:41

Finestra su Haiti, di Pollyanna in favela

Dopo un viaggio di sei ore su strade semi-asfaltate, sterrate e poi sempre più erte e strette, a tratti a strapiombo sulla valle, altre volte immerse nel verde della Grand’Anse, dopo quaranta minuti a scarpinare arrivo finalmente alla casa del nonno di Myrline. Ci vivono dodici persone tra figli, nipoti e cognati e tutti insieme mi mostrano la casetta isolata che con tanto impegno stanno costruendo: mancano un pezzo di tetto, due pareti, una porta e due finestre. C’è un piccolo giaciglio e Myrline e le sue tre sorelle, se si stringono e non si muovono troppo, riescono a starci tutte. Kethline, la mamma, riposa sulla sedia di paglia, o per terra, quando è troppo stanca.

Ritorno in città, ma dopo quelle immagini ho solo voglia di spazi aperti, di silenzio, di lasciarmi cullare lo sguardo dalle onde del mare. Cerco un po’ di serenità, ma sulla spiaggia trovo Leggi il seguito di questo post »

Il colibrì

In Finestra su Haiti on 10 giugno 2020 at 10:44
 

Finestra su Haiti, di Pollyanna in favela

A volte ti senti sopraffare e ti guardi intorno domandandoti se ne valga la pena. Sei a 8.000 km da chi ami, isolato dal resto del mondo, nell’impossibilità di fare piani e di sapere cosa succederà.

Questo il quadro dei prossimi mesi: 4 milioni di persone rischieranno di morire di fame, la stagione ciclonica si preannuncia essere “impattante”, il numero di positivi al covid-19 continuerà ad aumentare e i posti di terapia intensiva sono circa 200 (già esauriti) e solo a Port au Prince, le scuole non riapriranno, il tasso di cambio con il dollaro sarà sempre più sfavorevole e i rincari destabilizzeranno la popolazione, il cui malcontento esploderà in manifestazioni, assalti e violenza.

“Lascia perdere… parti… ma chi te lo fa fare?! Non cambierà mai niente…”

Forse sì, forse queste vocine hanno ragione. Non sarò certo io a fare la differenza e a salvare Haiti.

Poi mi torna in mente la storia del colibrì Leggi il seguito di questo post »

Un messaggio dalla favela Rocinha

In Finestra sulla favela Rocinha on 8 giugno 2020 at 12:28

Finestra sulla favela (Rocinha), di Un impiegato in favela

Equipe de Il Sorriso dei miei Bimbi – Amigos da Vida (foto di repertorio – gennaio 2020)

Ecco un messaggio dai nostri amici della favela Rocinha, un aggiornamento da Rio riguardante il COVID-19 ed un ringraziamento per il sostegno inviato finora; in fondo una galleria di immagini della favela al tempo del coronavirus.

UN MESSAGGIO DA Il Sorriso dei miei Bimbi

Barbara, Julio e l’equipe de Il Sorriso dei miei Bimbi ci scrivono: “Quante cose sono cambiate dal 16 marzo, giorno in cui abbiamo dovuto chiudere i nostri progetti a causa della pandemia del Covid-19.

Dopo un primo momento di profondo sconcerto, abbiamo pensando a come la Onlus potesse far fronte a questa drammatica e incredibile situazione.
Le nostre azioni si sono concentrate su due fronti: primo, garantire il salário a tutti i nostri collaboratori, aderendo alla campagna #nãodemita (non licenziare) e secondo, rimanere a fianco della popolazione di Rocinha, rispondendo alle necessitá piú urgenti, in primis, la fame.

Tutto questo non sarebbe stato possibile senza il sostegno di tutti coloro che hanno voluto donarci un contributo. Grazie per tutta la strada fatta insieme, che ci ha portati fin qui con tre progetti attivi e bellissimi e soprattutto, grazie per rimanere al nostro fianco anche in un momento cosi difficile come questo.”

LA SITUAZIONE COVID-19 a Rio e in Rocinha

Ancora un messaggio da Il Sorriso dei miei Bimbi: “Sale vertiginosamente il numero di contagi da Covid-19 nelle favelas di Rio de Janeiro. Difficilissime le condizioni sanitarie e spesso impossibile l’isolamento sociale.

Rocinha si conferma tra le comunidades con più alto numero di casi. Quello che spaventa di più però, non è il virus, bensì le conseguenze di questo lockdown prolungato. In primis, la fame. Moltissime famiglie si ritrovano senza più cibo da mettere in tavola, spesso si tratta di madri single con tre, quattro figli, che non sanno come sfamare.

Oltre a cibo, mancano generi di prima necessità come pannolini e latte per neonati, assorbenti, pannoloni per anziani e portatori di handicap…”

Qui ci sono i dati delle prefettura aggiornati per Rio de Janeiro, che all’8 giugno dicono Leggi il seguito di questo post »