un impiegato in favela

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Guardie e ladri

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 28 agosto 2013 at 00:34

Una serata passata in piazzetta della rua quatro per capire che cosa è cambiato in favela nei mesi che sei stato lontano da qui, e qualcosa sarà cambiato di certo perché, come ti ha spiegato un suo abitante, la favela è un movimento continuo. Leggi il seguito di questo post »

Una vita breve

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 26 dicembre 2012 at 23:51

Dalle parti di rua tres c’è una ragazza che sorride con gli occhi e quando sorride i suoi occhi risplendono di vita; ha la pelle olivastra e i capelli lunghi e ricci che risplendono al sole, e lei lascia che questi accarezzino le rotondità del suo petto, anch’esse piene di  vita  e fresche, quelle di una giovane donna che è stata bambina poco tempo fa. La rotondità prorompente dell’addome è quella di una giovane che sta per diventare mamma e se le chiedi quanti anni ha, ti sorride e ti dice che ne ha quattordici. Leggi il seguito di questo post »

Domenica sera pagode

In Finestra sulla favela Rocinha on 22 dicembre 2012 at 19:57

Kathleen, Gioanna e Nathalia

Fino a qualche mese fa, scendendo lungo la rua 4 di Rocinha la domenica sera dalle nove in poi ti imbattevi in un alveare felice e confusionario di bimbi, giovani e giovani adulti. Su entrambi i lati della strada una serie di baracchini aperti, con il tetto spiovente e rosso e una lampadina sotto che chissà a quale presa era attaccata, in mezzo al groviglio di fili elettrici che ti trovi a un metro dalla testa camminando per ogni vicolo di Rocinha; presso questi baracchini potevi comprare un churrasco, una cerveja o una caipirinha. Da lontano già sentivi il ritmo del pagode, ma, scendendo ancora, facendoti spazio tra lafolla, davanti a te il palco: cinque ragazzi concentrati sul  microfono, seduti, un movimento della bocca per cantare e uno delle braccia per suonare, occhiali da sole anche se era inverno, le luci ora rosse ora viola ora verdi o gialle per creare l’atmosfera. Leggi il seguito di questo post »

Il gioco delle tre carte

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 5 agosto 2012 at 22:20

Riflettendo sul processo di pacificazione, quel processo che ha visto gli eserciti della BOPE entrare in alcune delle favelas di Rio de Janeiro con l’etichetta di UPP – unidade de policia pacificadora – (la BOPE è un corpo di polizia militare specializzato; si veda anche il film Tropa d’Elite) per porre fine, in quelle favelas, alla fase del potere parallelo degli eserciti del narcotraffico, durata almeno un paio di decenni; viene da chiedersi che fine abbiano fatto i narcotrafficanti, dato che solo una minima parte di questi è stata catturata.

Il gioco delle tre carte

Si dice che la dirigenza si sia trasferita man mano nelle altre favelas non ancora pacificate, per poi spostarsi ancora mentre venivano occupate, e che la manovalanza, in particolare quella incensurata, sia invece rimasta dov’era, riciclandosi dove possibile in mestieri legali. La risposta è plausibile ma sembra spiegare solo una parte: se si fa eccezione per il crack, che è stato proibito dai narcotrafficanti stessi nelle favelas di rispettivo dominio già da prima della pacificazione, perché i suoi effetti sono stati giudicati da questi come sconvenienti per la stabilità dell’ordine pubblico e quindi del loro potere, lo spaccio e il consumo di sostanze stupefacenti illegali resta attivo sia nelle favelas che nelle zone del centro e del turismo di massa; inoltre, storicamente ciascuna favela è stata roccaforte di un gruppo specifico in concorrenza con gli altri, pertanto appare improbabile l’ipotesi di alleanze tra i vari gruppi. È possibile che si convinca di aver trovato il pezzo di risposta mancante chi, uscendo dalla favela dove vive e lavora per recarsi a Lapa ad assistere al concerto dei Ponto do Equilibrio, gruppo brasiliano reggae che ha composto la canzone che ha ispirato il titolo di questo diario online, si ritrova ad assistere al tentativo di furto alle persone sbagliate ad opera di un ragazzino. Leggi il seguito di questo post »