un impiegato in favela

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Tubercolosi

In Finestra sulla favela Rocinha on 21 maggio 2014 at 02:30

favela rocinha foto di Merete Kinnerup da viva rocinha

Affacciandosi alla finestra si è già intravista la storia di una ragazza di 17 anni morta di tubercolosi dopo essersi recata presso il  centro sanitario di Rocinha chiedendo soccorso, trovandosi nell’impossibilità di respirare e di mangiare. Le è stato consigliato di bere acqua per tre giorni e prima della scadenza è morta.  Prima di attribuire la causa di questa tragica perdita all’errore del personale dei centri sanitari, si dovrebbe tenere in conto l’appello qui di seguito tradotto per la Finestra.

La favela Rocinha è uno dei  focolai più grandi di tubercolosi del mondo. In Rocinha, non solo per questo, ma anche a causa della carenza delle condizioni igieniche (fogne a cielo aperto, acqua insalubre) e della presenza di Aids e di altre patologie altrove estinte per l’uomo quali la leptospirosi e per la massiccia presenza di amianto, l’aspettativa di vita è inferiore di venti anni rispetto al quartiere che sta dall’altra parte della strada. Infatti, nella favela Rocinha, nonostante l’altissimo tasso di natalità, la popolazione sopra i 65 anni è del 5% (contro il 21/22 % della normalità).

Ecco l’appello del 19 maggio Leggi il seguito di questo post »

Le città dei bimbi

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 23 luglio 2012 at 22:09

Ovvero, riflessioni catturate facendo un giro nel centro di Rio nel giorno del massacro di Candelaria.

Ogni favela è un’isola che non c’è

Quando vivi per un mese in una favela di Rio de Janeiro, una qualsiasi: non è necessario che si tratti della più grande del Sudamerica (la Rocinha), o di una sotto il controllo del narcotraffico (come Jacarezinho), non è necessario che si tratti neanche di quella dove Michael Jackson ha girato un suo video; quando ci vivi per un mese restando pressoché sempre entro i suoi confini, se poi un giorno feriale ti rechi nel centro del commercio e del terziario di Rio de Janeiro per sbrigare alcune commissioni, la prima differenza che percepisci passando dalla favela alla zona urbana legale e riconosciuta ufficialmente è che qui non vedi in giro i bambini: Leggi il seguito di questo post »