un impiegato in favela

Archive for aprile 2020|Monthly archive page

Sirene, zombie, gatti e mapou

In Finestra su Haiti on 22 aprile 2020 at 16:20

Finestra su Haiti, di Pollyanna in favela

D’accordo… che il mondo si dividesse in cinofili e gattofili già si sapeva, ma qui in Haiti la situazione inizia a farsi complicata! Non voglio parlare di COVID-19 e nemmeno di catastrofi, perché ogni tanto abbiamo bisogno di essere più leggeri e di distrarci da un bombardamento mediatico che spesso ci vuole tristi, disperati e pessimisti. Oggi no, oggi ci vogliono un pizzico di magia, una manciata di zombie e due cucchiai di vudù. In una parola: Haiti.

Perché se ti lasci trasportare senza (troppi) pregiudizi dai racconti di amici e colleghi haitiani, ti ritrovi in campagna, al cospetto di un immenso albero pluri-centenario, il mapou: è la casa delle sirene e il luogo prediletto per i rituali dei mistici. È usato anche per mettersi in comunicazione con gli spiriti degli antenati.

Oppure, in un attimo, ti sorprendi a guardare con sospetto la tua gatta, perfino mentre cova i suoi due micini, perché Leggi il seguito di questo post »

In bilico

In Finestra su Haiti on 10 aprile 2020 at 10:40

Finestra su Haiti, di Pollyanna in favela

Haiti conosce molti “anni zero”. Ogni volta che una catastrofe si abbatte sul Paese, alla disperazione si sostituisce la voglia di ripartire, un’energia che trova la sua sorgente nel DNA di chi ha dimostrato di saper resistere e rialzarsi, sempre, nonostante tutto. Sì, ma come? L’uragano Matthew ha distrutto il Sud-Est di Haiti nell’Ottobre 2016, uccidendo centinaia di persone, sradicando case, sbriciolando strade e lasciando un immenso vuoto al suo passaggio. 

A distanza di quasi quattro anni, in una fase storica mondiale ai limiti del distopico, lo scenario a Port Salut è ancora lo stesso. Qualcuno vive ancora nelle tende dei campi profughi, qualcuno ha abbandonato la propria casa e vive nei bungalow dell’hotel in costruzione, occupato perché tanto nessuno più se ne interessa: nessuno viene a reclamare alcun diritto sullo stesso, nessuno pensa che ne valga ancora la pena.

C’è chi vende qualche verdura sulla strada e chi si improvvisa muratore; qualcuno rattoppa i buchi per strada e chiede ai passanti Leggi il seguito di questo post »

Motoboy contro coronavirus, un invito a sostenere le favelas

In Finestra sulla favela Rocinha on 6 aprile 2020 at 17:52

Finestra sulla favela (Rocinha), di Un impiegato in favela

(foto di Antonio Spirito)

“Ieri il nostro amico Giulio ci ha donato confezioni da hotel di shampoo e tantissime saponette. Le ha ritirate uno dei motoboy qua del punto della rua Dioneia, Felipe. Te lo ricordi? Prima lavorava con João nel suo barettino. Abbiamo fatto tanti sacchettini, che sono stati distribuiti ai motoboy . Dovevi vedere come era felice.”

Così qualche giorno fa mi ha scritto Barbara Olivi, fondatrice de Il Sorriso dei miei Bimbi Onlus, associazione per cui ho lavorato, direttamente dalla favela Rocinha di Rio, dal 2012 al 2014 (per chi non lo sapesse, da questa esperienza nasce questo blog, che non è la cosa più importante che abbiamo fatto insieme in quel periodo).

La favela Rocinha di Rio de Janeiro, con una popolazione stimata attorno ai duecentomila abitanti, detiene il triste record di favela più grande del Sudamerica, ma è solo una delle più di mille favelas di Rio, che ospitano più di tre milioni di abitanti in una grave carenza di infrastrutture base (dalla scuola alla sanità). Abbiamo già scritto qui della scarsa praticabilità degli inviti a lavarsi le mani lì dove non c’è acqua corrente, a stare in casa dove le case sono fatte di due mattoni pericolanti arrangiati alla meglio l’uno sull’altro, di adottare norme igieniche lì dove si passeggia a bordo delle fogne a cielo aperto (le uniche esistenti), di mantenere le distanze lì dove la densità della popolazione è stimata a 48.258 abitanti per chilometro quadrato, ovvero, se non ho sbagliato i calcoli, tale per cui ogni persona in media passa l’intera sua vita in uno spazio non più ampio di 21 metri quadri, una stanzetta. A Milano la densità è di 2.063 abitanti per chilometro quadro (in media, ognuno ha a disposizione circa 484 metri quadri attorno a sé). La previsione di un’ecatombe peggiore di quella che si vive nei paesi più organizzati, con minore povertà, con un più alto grado di sviluppo, è ì aggravata dalle indecisioni criminose del Governo brasiliano che un giorno dichiara ancora che il virus sarebbe un fake, il giorno dopo che si tratta di una sfida epocale, il giorno dopo ancora che il virus sarebbe il prodotto di “isteria collettiva”, portando addirittura ad ipotesi di commissariamento guidato dai militari, in un paese ancora afflitto dal ricordo di quarant’anni di violentissima dittatura militare.

Per tornare al nostro Felipe, i motoboy sono coloro che, insieme agli autisti dei kombi, Leggi il seguito di questo post »

Il riso

In Finestra su Haiti on 1 aprile 2020 at 11:46

Finestra su Haiti, di Pollyanna in favela

La traduzione letterale è “appiccicato, incollato, scotto”. Insomma, per una buona forchetta italiana come me, qualcosa che suona come poco invitante, ma il riz collé in realtà è riso con fagioli, il piatto nazionale per ogni haitiano che si rispetti.

Sommergetelo di lasagne, gnocchi, aragoste, capretti o polletti, ma se non trova il riso a tavola, l’haitiano non lo considera un vero pasto. E si lamenta!

Ad Haiti la questione “riso” è piuttosto delicata, visto che Leggi il seguito di questo post »