un impiegato in favela

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Cartoline dalla favela Rocinha

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha, Storie di Pacificazione on 6 dicembre 2013 at 17:32

Quanti racconti anche stasera. Impossibile afferrarli tutti e tenerli saldi, e non si può sospenderli per un attimo, che sarebbe il tempo dell’attesa che la memoria torni.

Prima cartolina

La pioggia è forte, le strade si fanno fiumi, Leggi il seguito di questo post »

I due fratelli

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 3 novembre 2013 at 18:29

I due fratelli visti da Ipanema, da Antonio Spirito (i suoi riferimenti in “Contatti e accrediti”)

Quando  un riflesso scuro compare sul viso di Wellington, il bimbo che vive nel beco do rato molhado, sul suo volto si riflette il suo futuro più probabile. Con gli occhi opachi e concentrati, fissi su un angolo apparentemente insignificante del vicolo, le sopracciglia corrucciate, le labbra serrate e tristi, la pelle dal colore malsano, prende il volto di chi ha paura di qualcuno o di qualcosa che potrebbe giungere da dietro l’angolo, di chi sa che potrebbe perdere la vita tra un istante e che, in nome della vita,  resta e lotta; prende le sembianze di un essere selvaggio che  scruta tra le fronde della foresta un possibile pericolo o una preda, e di un giovane soldato armato di Roupa Suja che fa la vedetta, seduto all’angolo di una boca de fumo ad aspettare il nulla o la morte. Quando sul volto di Wellington batte questo riflesso, per ingannare la mia, di paura, mi affretto a prenderlo in braccio e a farlo volare, di modo che spieghi la sua bocca larga dai denti storti, e liberi la sua risata emozionata; allora la luce dell’infanzia torna sul suo volto, e Wellington torna a vivere. Leggi il seguito di questo post »

Colpi d’arma da fuoco di lunedì mattina

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 14 ottobre 2013 at 23:08

I colpi d’arma da fuoco sono secchi e freddi. Sono secchi e freddi quando li senti esplodere tra mura rischiarate dall’aurora di un lunedì mattina.  Passano indifferenti e ti lasciano indifferente. Non importa che ne capiti uno o che arrivino in serie di quattro:  te ne accorgi dopo che sono capitati, e ti lasciano con il dubbio che siano capitati in sogno. Leggi il seguito di questo post »

Bolle di sapone

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 3 ottobre 2013 at 22:01

Questa è la storia di una bolla di sapone che nasce dal soffio di un bimbo che gioca, durante un pagode di favela. Leggi il seguito di questo post »

Code in banca

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha, Storie di Pacificazione on 3 settembre 2013 at 22:15

Le nove di lunedì mattina. Avrei dovuto svegliarmi prima e lanciarmi giù per la scalinata di casa che scende ripida verso l’entrata della rua dois, fiondarmi in discesa lungo la larga estrada da Gávea, percorrere il marciapiede ora alto fin sopra al ginocchio ora assente, evitando le signore anziane che risalgono la collina un passo alla volta, i cani che lottano contro le pulci, le giovani mamme con un neonato appoggiato su una spalla e un bimbo per mano, le moto che sfrecciano rasenti al ciglio della strada, il frontale di un autobus che ti sovrasta all’improvviso mentre sta allargando per prendere un tornante stretto di favela, gli uomini che trasportano sulla schiena blocchi di mattoni ed elettrodomestici; avrei dovuto infilarmi prima nella scorciatoia della colorata rua quatro, attraversare prima la travessa da liberdade, e giungere con maggiore anticipo nella parte bassa, nella rua da via Ápia, per evitare la coda agli sportelli della banca Bradesco dove oggi cambierò il mio primo assegno di favela.  Alle nove e mezza di lunedì mattina ci sono già almeno cinquanta persone in attesa di affacciarsi ad uno dei due sportelli che la banca mette a disposizione. Leggi il seguito di questo post »