un impiegato in favela

Posts Tagged ‘meninos da rua’

L’uomo delle discariche

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha on 10 novembre 2013 at 15:12

Non so come si chiami; di lavoro fa l’uomo delle discariche: si immerge a piedi e mani nude nelle rare discariche della Rocinha, tutte a cielo aperto, per recuperare lattine, cartoni, componenti di elettronica da rivendere ai negozi e al centro di riciclaggio. È un signore dalle braccia e dalle gambe scheletriche, dalla pelle scura provata dalle infezioni e dagli occhi gialli. Credo che sul petto gli si possano contare le costole, ma le magliette larghe che indossa ne impediscono la vista. Il suo viso è allungato, i capelli ricci sale e pepe, tenuti molto corti, o forse corti perché non gli crescono più. I denti, pochi e gialli spuntano fuori dalle gengive pallide come se fossero i denti di un teschio; le tempie e le guance sono infestate di macchie e di bitorzoli del colore della muffa, come se sotto vi custodisse un allevamento di vermi che stanno sempre fermi perché provati e rintontiti dalla vita dura. Ha il naso e le orecchie allungati dal tempo e una parlantina veloce e sospirata, forse strozzata da qualche bitorzolo che ha in gola; naso, orecchie e parlantina lo rendono buffo come un personaggio dei fumetti. Leggi il seguito di questo post »

Rocinha in movimento continuo

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 22 ottobre 2013 at 00:37

Un raggio di sole filtra nell’oscurità di un vicolo e si riflette sempre sullo stesso punto. Centoventi anni fa c’era un allevamento di buoi, settant’anni fa un gruppo di disertori italiani ha costruito una fazenda e ha dato un nome italiano ad alcune  strade, sessant’anni fa fu asfaltata la estrada da Gávea, e ci facevano le corse automobilistiche; cinquant’anni fa arrivarono i primi migranti dal nordest Leggi il seguito di questo post »

Dia das crianças visto dall’alto

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha on 12 ottobre 2013 at 13:41

Era solo una questione di prospettiva, ne sono sempre stato convinto e ora ne ho la dimostrazione.

Vivo con mia nonna nella travessa da liberdade di Rocinha, e insieme a noi vivono almeno altri sei bambini come me, che mi sono fratelli, sorelle, zie, cugini,  chi più simpatico, chi meno. Marianina è la più simpatica di tutti e insieme giochiamo molto, solo che  adesso è andata a vivere con sua mamma, che è mia zia, nella parte alta della favela, così adesso posso giocare con Maria Vitoria, che però è troppo piccola e sta sempre zitta, e ti  guarda con quegli occhi grandi e non si  capisce a che cosa stia pensando. Poi c’è Gabriel, ma anche lui è più piccolo di me ed è solo da qualche settimana che sta cominciando a fare e a dire delle cose sensate. Poi c’è Jonatan, che però ha già sette anni e può uscire  da solo dalla travessa da liberdade, e io sono ancora piccolo per poterlo seguire. Poi c’è Nicolly che è un po’ più grande di me, e fa dei giochi da femmina, tipo truccarsi. Poi c’è la Juju ma lei è proprio grande, la più grande di tutti, è brava a fare la capoeira e va in bicicletta. Così adesso che Marianina si è trasferita con chi gioco? Be’ di giorno lei sta con noi, perché andiamo insieme alla scuolina che sta proprio qui nel nostro vicolo, ma di sera? Be’, vorrà dire che giocherò meno e in compenso starò più largo, sempre sperando che la pancia della nonna sia aumentata per la cerveja e non perché ne sta arrivando un altro. Leggi il seguito di questo post »

La fuga di Wellington

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha on 22 settembre 2013 at 11:48

In fondo al beco do rato molhado

Wellington vive nella piazzetta tra la rua três e il beco do rato molhado (il vicolo  del ratto bagnato). Solo qualche volta, quando c’è il pagode – una festa molto amata in favela, che prende il nome dal genere musicale che nel corso della festa viene eseguito –, si spinge fino alla fine della rua três per parteciparvi. È un bimbo di sei o sette anni,  scuro di pelle, con la testa rotonda, i capelli ricci e fitti e i denti storti di chi si è tenuto il pollice in bocca troppo a lungo. Il suo gioco preferito è quando lo prendi tra le braccia e lo fai volare. Appena lo sollevi spalanca la bocca, gli si illuminano gli occhi e ride a singhiozzi e sospiri, facendo del suo meglio per trattenersi, come se temesse che un rumore potrebbe interrompere la magia del gioco. Vive nella piazzetta con un’altra decina di bambini della sua età e altri di età di poco superiore o inferiore. I ragazzi più grandi e gli adulti di solito se ne stanno con sguardo spento in cima alle scalinate che si sviluppano dalla piazzetta, appoggiati ai muri che  la chiudono.

Da quando sono tornato in favela, passeggiando in quel quartiere della Rocinha, spesso trovo Wellington seduto in un angolo da solo Leggi il seguito di questo post »

Guardie e ladri

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 28 agosto 2013 at 00:34

Una serata passata in piazzetta della rua quatro per capire che cosa è cambiato in favela nei mesi che sei stato lontano da qui, e qualcosa sarà cambiato di certo perché, come ti ha spiegato un suo abitante, la favela è un movimento continuo. Leggi il seguito di questo post »