un impiegato in favela

Archive for the ‘Finestra sul Ponte Lambro’ Category

La borsa in pancia

In Finestra su San Vittore, Finestra sul Ponte Lambro on 24 ottobre 2014 at 10:40

Finestra su San Vittore 2 di 4

San Vittore, Milano (immagine da Fabergiornale.it)

Mohamed vive nella cella di fianco a quella di Colombia. È stato operato di peritonite ad agosto e una seconda volta a dicembre per complicazioni. Da allora, da quattro mesi, si porta in grembo Leggi il seguito di questo post »

Finestra su San Vittore

In Finestra su San Vittore, Finestra sul Ponte Lambro on 21 ottobre 2014 at 12:51

San Vittore, Milano (immagine da Fabergiornale.it)

Ogni favela è resa carcere dall’emarginazione e ogni carcere è favela. Ecco il primo di una serie di quattro racconti tratti dalla visita ispettiva condotta il primo maggio 2011 presso il carcere di San Vittore dai già parlamentari radicali Rita Bernardini e Marco Perduca . In quell’occasione, avendo potuto partecipare alla visita in quanto attivista radicale e assistente di Bernardini e Perduca, avevo preso appunti utili alla redazione dell’interrogazione parlamentare – per la cronaca, come sempre rimasta senza la risposta che sarebbe stata d’obbligo da parte del Governo – che i due avrebbero fatto seguire. Ecco qui i miei personali ed emozionali resoconti che non sono da considerarsi esaustivi delle condizioni di violazione dei diritti nelle quali versavano e continuano a versare i detenuti nonché gli agenti di polizia penitenziaria e il personale delle carceri italiane – in questo caso di San Vittore, nel pieno centro di Milano –, a causa delle illegalità e delle dolose noncuranze perpetrate negli anni dalle istituzioni e da buona parte della classe politica dirigente. Per un’idea sistematica e approfondita su tale situazione, sarà sufficiente seguire Radio Radicale e in particolare la trasmissione Radio Carcere.

Finestra su San Vittore 1 di 4: Colombia

Braccio quinto, piano terra. Ecco le grigie sbarre , spesse e fredde. Dall’altra parte della prima grata alla quale ci affacciamo, un piccolo signore sui settanta si lamenta dei suoi problemi di asma: dice che il ridotto spazio vivibile ne provoca il costante peggioramento. Sono in tre a calpestare circa sette metri quadrati, saturi di letti e armadietti, scarafaggi, fiato, pelle e sudore. Si cura con le pillole che si compra da sé con una pensione di

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In viaggio col matto

In Finestra sul Ponte Lambro on 16 ottobre 2014 at 13:30

Qualcuno volò sul nido del cuculo, Jack Nicholson

– Mi diceva, signorina D., chi ha incontrato in metro, l’altra sera?

– Signor Marco, è stata un’apparizione. Si muoveva a scatti, piccolo, magro alle ossa, tutto incurvato sulla schiena; storte anche le gambe e le braccia. Indossava vecchie e grosse scarpe tenute insieme alla meglio dai lacci. Consumate ai lati, lasciavano intravedere piedi anch’essi storti, e gonfi. Aveva il viso allungato come il muso di un cavallo, e storto pure quello; dagli zigomi sporgenti, la fronte alta e irregolare, i capelli lunghi fin sotto alle spalle, radi e unti, e gli occhi a palla sporgenti dalle scure orbite sotto alle sopracciglia folte, grigie e ribelli. Me lo sono visto apparire sulla banchina affollata del Duomo, dove stavo aspettando il treno della gialla per tornare a Ponte Lambro. Si muoveva a scatti come un animale selvaggio in fuga da un predatore in una foresta umana, ora acquattandosi su un  sedile, ora rifugiandosi dietro a una colonna, facendo lo slalom tra le persone, rifuggendo da esse come un insetto piante carnivore. Tornava a Leggi il seguito di questo post »

Memoria manzoniana

In Finestra sul Ponte Lambro on 10 ottobre 2014 at 12:45

lazzaretto durante la peste (san carlo al lazzaretto oggi (immagine da http://promessisposi.weebly.com/)

– Pedrino chi? – mi sentivo domandare da una voce prima distante nella quale a poco a poco riconobbi quella della signorina D., mentre eravamo appena scesi dall’autobus circolare, – Pedrino? Spiriti Animali, signor Marco? È sicuro di star bene?

– Diceva, scusi, signorina?

– Ha preso a parlarmi di tale Pedrino e degli Spiriti Animali, io non la seguo…

– Oh, lasci andare, signorina, Pedrino non è che un bimbo che ho conosciuto. Piuttosto, mi dica lei: mi accennava a un incontro in metro.

– Oh sì, signor Marco, ma il suo riferimento al bambino mi ha fatto tornare in mente quanto mi è successo poco prima di prendere la metro. Se lei permette…

– Prego, l’ascolto. Intanto che si va verso casa…

– Sto tornando dal cinema. Sa, sono uggiose queste prime giornate di autunno e la noia si fa sentire più che mai: ti si avvicina lenta e subdola come un’enorme mano sudata; ti ci abbandoni senza opporre resistenza, come avviene in quei sogni nei quali, di fronte a un pericolo, sai di poter scappare; ma qualcosa nella tua testa ti immobilizza e non ti resta che arrenderti al tuo predatore; in questo caso, al palmo viscido dell’autunno, al cielo grigio immobile. Le è mai capitato qualcosa del genere, signor Marco?

– Credo di sì. Comunque, ha fatto bene ad andare al cinema… diceva?

– Oh sì, sono andata all’Arcobaleno. Mi piace molto. Sono arrivata in anticipo per i biglietti e non c’era nessuno. Così ho pensato di andare a prendere un caffè. Il cinema fa angolo tra viale Tunisia e una via stretta e poco illuminata. Un bambino, che potrebbe assomigliare al suo Pedrino, mi ha lanciato un’occhiata ed è scomparso dietro all’angolo correndo, così, in un modo che Leggi il seguito di questo post »

Autobus circolare

In Finestra sul Ponte Lambro on 30 settembre 2014 at 10:03

Finestra sul Ponte Lambro quando piove

A bordo del 45. Il 45 procede, si ferma, riparte, si ferma ancora, riparte di nuovo, giunge al capolinea, torna sui suoi passi, riprende il cammino iniziale, ritorna al capolinea e ritorna ancora sui suoi passi, fino a che non si sa più quale sia la partenza e quale l’arrivo. Sono un passeggero di questo autobus. Sto seduto. Sto appoggiato al finestrino, c’è un vento fresco che si insinua in uno spiraglio e mi spolvera il viso. Tra le mani ho un libro. Ci sono altri passeggeri attorno a me, seduti e in piedi. Davanti a me c’è un giovane allampanato, dal viso di cavallo, che indossa un piumino che gli gonfia le spalle e le braccia magre e un paio di jeans larghi che gli scivolano sotto al sedere fino a mostrare le mutande. Il giovane è un fiume di parole: Leggi il seguito di questo post »