un impiegato in favela

Trentaquattro: hey, sugar (CON VIDEO)

In Finestra su Longacres on 25 giugno 2018 at 14:21

Da Finestra su Longacres, Di A.

“I can take a road that’ll see me through”
(Road, Pink Moon, Nick Drake)

MONOLOGO NUMERO TRE (… continua dal monologo “Trentacinque: lo Stato siamo noi“)

Oggi il cielo sopra Mazabuka è terso, le nuvole sembrano gonfiarsi e sgonfiarsi al ritmo dei miei pensieri. Il sole non brucia più, il vento soffia e mi accarezza il volto mentre cammino verso casa nel mio primo giorno da uomo libero. Alla stazione degli autobus incontro il primo di tanti conoscenti che girano il capo alla mia vista. Nessuno mi saluta, nessuno mi chiede come è stato sopravvivere al carcere da innocente, nessuno degli anziani mi accarezza a nome dei miei genitori scomparsi, nessuno mi dice che sono stato coraggioso a sopportare tutte le umiliazioni, che sono stato bravo e che ora è tutto finito. Uno dietro l’altro gira la testa; uno dietro l’altro si allontana come fossi un assassino; uno dietro l’altro mi guarda come se avessi le mani intrise di sangue. Arrivo davanti alla porta di casa e mi tremano le gambe, non è la mia immaginazione, questa volta sono libero per davvero. La porta la trovo accostata, dentro non ci trovo più il mio letto e molti dei miei oggetti personali. Un gruppo di uomini spunta alle mie spalle e mi intima a spostarmi dalla soglia, a ritornare sul bus che mi ha portato in città. Dopo non ricordo bene: solo le immagini di sputi, spintoni, calci , pugni e nuovamente un mare di sangue, il mio. Se ne vanno, mi barrico dentro e trascorro la notte a piangere come da bambino, quando la mia pancia gridava dalla fame ed io gridavo con lei.

Oggi Henry Harry, grazie all’intervento di alcune organizzazioni umanitarie, lavora tra i campi di canna da zucchero di Nakambala. Ha venduto la sua casa per pagare il team di legali che lo ha seguito, per un po’ ha vissuto nell’appartamento di un amico, ora vive nuovamente per conto suo. Il cielo sopra Mazabuka è ancora terso e lo rimarrà fintanto che la Corte Suprema non si prenderà la responsabilità di restituire dignità a un cittadino sottoposto ingiustamente a carcerazione, a un uomo privato di tutto, rimasto solo con il suo nome. E Henry Harry continuerà a difenderlo questo nome.

Ndr ecco una serie di immagini dalle terre di Henry Harry: fai click sulla singola immagine, oppure negli spazi tra le anteprime per aprire e scorrere la galleria fotografica –>

Finestra su cosa?

 

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