un impiegato in favela

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Colpi d’arma da fuoco di lunedì mattina

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 14 ottobre 2013 at 23:08

I colpi d’arma da fuoco sono secchi e freddi. Sono secchi e freddi quando li senti esplodere tra mura rischiarate dall’aurora di un lunedì mattina.  Passano indifferenti e ti lasciano indifferente. Non importa che ne capiti uno o che arrivino in serie di quattro:  te ne accorgi dopo che sono capitati, e ti lasciano con il dubbio che siano capitati in sogno. Leggi il seguito di questo post »

Racconti di polizia pacificatrice: Piranha!!!

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 8 novembre 2012 at 23:53

Piranha

João, José, Jesus, Mané, Tião, Lelé, Xangô, Bené. Questi i nomi citati in un invito alla vita cantato da Seu Jorge. Questi i nomi che, affacciandosi alla finestra sulla favela, si sentono richiamare perché non siano citati i veri nomi delle persone che vivono ciò che  si racconta. Le persone e le storie restano vere, i nomi sono quelli di Seu Jorge. I nomi quelli di  una canzone, le storie quelle che si vedono dalla finestra.  Affacciandosi alla finestra, questa notte, si sente chiamare il nome di Bené. Leggi il seguito di questo post »

Il cammino di Santa Marta, la favela

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 18 luglio 2012 at 22:30

All’inizio c’è l’accesso a un plano inclinado: un trenino che ti porterebbe in alto in poco tempo e senza fatica se scegliessi di arrivarci così, sulla cima della collina Dona Marta, sulla quale si arrampica la favela di Santa Marta. Se invece scegli di passare attraverso i vicoli stretti e ripidi, allora, lasciandoti alle spalle il grande cartello bianco a scritta blu già arrugginito che ha installato il Governo per segnalare la fermata del treno, passerai da una chiesa cattolica piccola e vuota, con le pareti interne intonacate di bianco e un cristo di legno ferito e sanguinante in fondo, dietro all’altare. Ti lascerai alle spalle la chiesa e comincerai a salire e, continuando sulle scalinate strette e ripide ti sembrerà di passare dentro al salotto delle case, tanto sono stretti i vicoli, e, se devierai lo sguardo di poco a fianco, non potrai fare a meno di guardarci dentro: i letti, i tappeti, le cucine, le televisioni e gli stereo, i gatti e una persona che dorme su un materasso steso per terra, proprio davanti alla porta d’ingresso sempre aperta; allora per discrezione  proverai a riportare lo visuale davanti a te, sul cammino che segue.

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