un impiegato in favela

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Trentotto: la madre di Elijah

In Finestra su Longacres on 30 marzo 2018 at 09:43

Da Finestra su Longacres, Di A.

“Però è vero che ce sta una giustizia, a questo mondo…
Uno soffre, ne passa di tutti i colori, ma poi viene il momento d’esser felici per tutti”.
(Le notti di Cabiria, Federico Fellini)

Finestra su Longacres trentotto

Ciao, il mio nome è Chichi, ho tre figli, nessun marito e da due settimane sono rinchiusa nella cella di una prigione perché ogni giorno, a margine della strada, griglio le carni di manzi e capretti e ogni notte, a margine della stessa strada, offro la mia, di carne.

La mia carne è l’unico patrimonio che posseggo, Leggi il seguito di questo post »

Trentanove: Elijah (con VIDEO)

In Finestra su Longacres on 23 marzo 2018 at 19:31

Da Finestra su Longacres, Di A.

“Set the table, those three extra places:
one for me, one for your doubts, and one for God”
(Elijah, The Coroner’s Gambit, The Mountain Goats)

Trentanove Elijah Finestra sulla favela Zambia Longacres

– Ciao, il mio nome è Elijah. Hey tu, sì, dico proprio a te, affacciati alla Finestra e dimmi come ti chiami!
– Il mio nome è A., Elijah, e vengo da lontano. Se mi affaccio, se ti seguo, mi presti i tuoi occhi?

Ti farò guardare questo mondo dai miei occhi marroni, marroni come i tuoi. Che poi del mio Paese non conosco niente, Leggi il seguito di questo post »

Quaranta: l’amore ai tempi del colera (amore #3)

In Finestra su Longacres on 25 febbraio 2018 at 22:20

Da Finestra su Longacres, Di A.

… i sintomi dell’amore sono gli stessi del colera.
(L’amore ai tempi del colera, Gabriel García Márquez)

Finalmente è calata la notte a Lusaka, e così pure il silenzio. La finestra sta per chiudersi, mentre le tende color magenta filtrano il chiaro di luna di una lampadina levata nel cielo ed i pensieri rimangono intrappolati nella stanza, fermi davanti agli occhi. Mi guardo allo specchio e gli stessi pensieri scorrono uno davanti all’altro in ordine casuale, allora mi spoglio dei vestiti e provo a spogliarmi delle preoccupazioni, le lascio cadere tutte a terra sul pavimento, intorno alle caviglie sottili che portano un peso nuovo. Eccoli i miei pensieri, pronti ad essere calpestati, maltrattati e così procedo, li calpesto, li maltratto e li maledico. Tra tutti i pensieri uno rende la notte zambiana più greve: lui, lui che ha attraversato l’oceano per vedere il Cigno e l’Orsa Maggiore, lui che vive sotto un altro cielo. Il silenzio si infrange, incomincia a piovere contro ai vetri sulla finestra chiusa, le gocce bussano forte, esattamente come le mie nocche sulla scrivania. Un suono regolare invade la stanza, è lo squillo del telefono: è lui che si ricorda di aver lasciato la Chioma di Berenice e la Croce del Sud, di aver lasciato me sotto un cielo di tenebra. Non rispondo. Sono sola nel mio Paese, nel Paese che lui ha abbandonato, ed in grembo porto il figlio di un fuggitivo. Ma io il frutto di questo amore avvelenato non posso permettermi di coglierlo: devo sbarazzarmene.

Il telefono continua a squillare. Dell’amore Leggi il seguito di questo post »

Quarantuno: l’amore ai tempi del colera (amore #2)

In Finestra su Longacres on 13 febbraio 2018 at 13:50

Da Finestra su Longacres, Di A.

Nel corso degli anni entrambi arrivarono, seguendo vie diverse, alla conclusione saggia che non era possibile vivere altrimenti, né amarsi altrimenti: nulla a questo mondo era più difficile dell’amore.

(L’amore ai tempi del colera, Gabriel García Márquez)

finestra sulla favela in love

– Amore mio, e adesso cosa facciamo?
– Adesso scappiamo, scappiamo insieme.

Ciao, il mio nome è Kachana questa è la mia storia. Io e Grace ci amiamo e, ormai da un paio d’anni, viviamo insieme a Bongo, il nostro bulldog dagli occhi storti, in una casetta con giardino a Longacres, nel centro di Lusaka, capitale dello Zambia. Conduciamo una vita regolare: la mattina ci svegliamo alle sette per fare colazione; condividiamo il tragitto in auto fino ai nostri rispettivi uffici, mentre, finalmente, alla radio i bollettini sull’epidemia di colera annunciano il crollo dei contagi; e alla sera ci addormentiamo guardandoci negli occhi dallo stesso cuscino, con le punte dei nasi che si sfiorano. Ma la mia vita al di fuori di Grace non è ugualmente soddisfacente.

Negli anni ho sviluppato una certa insofferenza rispetto al contesto sociale in cui vivo, mi sento in trappola: pregiudizi, prevaricazione e una religiosità psicotica e totalizzante stanno rovinando le mie, le nostre, giornate. Non ho ancora avuto il coraggio di mettere apertamente in discussione la cultura della mia comunità; il ripudio e l’emarginazione mi fanno paura e senza Grace morirei. Vorrei solo Leggi il seguito di questo post »

Quarantadue: l’amore ai tempi del colera (amore #1)

In Finestra su Longacres on 2 febbraio 2018 at 09:00

Da Finestra su Longacres, Di A.

Anche se l’aria della finestra aveva purificato l’ambiente, rimaneva ancora, per chi l’avesse saputo riconoscere, il sentore tiepido degli amori disgraziati delle mandorle amare.

(L’amore ai tempi del colera, Gabriel García Márquez)

Quarantadue: l’amore ai tempi del colera (amore #1)

 

[Mercoledì 10 gennaio, ore 7.07PM]

– Amore, non rispondi al telefono, tutto bene? Stasera vorrei stessimo insieme un po’ più a lungo. Lavori sempre, smettila di lavorare che la cena è quasi pronta! Richiamami appena leggi questo messaggio. Mi manchi.

[Mercoledì 10 gennaio, ore 10.21PM]

– Amore, sono preoccupata, ti aspettavo per cena tre ore fa! Ho chiamato in ufficio, ma il centralino dà sempre occupato. Se è successo qualcosa di grave, vieni qui, non startene da solo, proviamo a risolvere insieme. Scrivimi, voglio giusto sapere che stai bene. Ti amo.

Bussano alla porta, sento le chiavi entrare nella serratura, le sento stridere, tuonare. La porta si apre lentamente ed è Leggi il seguito di questo post »