un impiegato in favela

Posts Tagged ‘bambini di strada’

La fuga di Wellington

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha on 22 settembre 2013 at 11:48

In fondo al beco do rato molhado

Wellington vive nella piazzetta tra la rua três e il beco do rato molhado (il vicolo  del ratto bagnato). Solo qualche volta, quando c’è il pagode – una festa molto amata in favela, che prende il nome dal genere musicale che nel corso della festa viene eseguito –, si spinge fino alla fine della rua três per parteciparvi. È un bimbo di sei o sette anni,  scuro di pelle, con la testa rotonda, i capelli ricci e fitti e i denti storti di chi si è tenuto il pollice in bocca troppo a lungo. Il suo gioco preferito è quando lo prendi tra le braccia e lo fai volare. Appena lo sollevi spalanca la bocca, gli si illuminano gli occhi e ride a singhiozzi e sospiri, facendo del suo meglio per trattenersi, come se temesse che un rumore potrebbe interrompere la magia del gioco. Vive nella piazzetta con un’altra decina di bambini della sua età e altri di età di poco superiore o inferiore. I ragazzi più grandi e gli adulti di solito se ne stanno con sguardo spento in cima alle scalinate che si sviluppano dalla piazzetta, appoggiati ai muri che  la chiudono.

Da quando sono tornato in favela, passeggiando in quel quartiere della Rocinha, spesso trovo Wellington seduto in un angolo da solo Leggi il seguito di questo post »

Ritorno in favela

In Finestra sulla favela Rocinha on 30 agosto 2013 at 00:45

le firme dei bimbi della rua três (e di un intruso)

Come un anno fa il VAN di Toca era senza benzina. Qui in Brasile molti motori sono ibridi benzina-gpl e anche se hai il pieno di gpl, per l’accensione un po’ di benzina ti serve. L’anno scorso, quando arrivai per la prima volta in Rocinha, fu Toca a portarmici dall’aeroporto insieme a Barbara e Julio; il serbatoio della benzina era a secco e dovemmo spingere insieme per far partire il suo furgoncino. Quest’anno, percorsa buona parte del largo viale che congiunge l’aeroporto Galeão, o Antonio Carlos Jobim, al resto della città; superate le barriere che da qualche anno impediscono ai turisti internazionali la vista delle favelas del nord appena arrivati così che possano avere un imprinting più positivo, al primo distributore ci siamo arrivati. Poi abbiamo dovuto spingere fino a che qualche goccia di benzina non è risalita fino al punto di accensione del motore. Questa volta spingendo indietro però, anziché avanti come nell’occasione precedente. Non so perché. So che quest’anno il VAN di Toca è un esemplare in via di estinzione, perché il sindaco di Rio de Janeiro, Eduardo Paes, ha deciso di attuare una riforma dei mezzi pubblici che  ha previsto la repressione dei VAN. Leggi il seguito di questo post »

Guardie e ladri

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 28 agosto 2013 at 00:34

Una serata passata in piazzetta della rua quatro per capire che cosa è cambiato in favela nei mesi che sei stato lontano da qui, e qualcosa sarà cambiato di certo perché, come ti ha spiegato un suo abitante, la favela è un movimento continuo. Leggi il seguito di questo post »

Camile di Rocinha

In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha on 27 agosto 2013 at 23:07

Camile di Rocinha

Camile è una bimba di nove anni che abita in una stanza alla quale si accede da un cancelletto arrugginito che chiude un angolo della rua Dioneia, nella parte bassa, all’incrocio con la estrada da Gavéa, vicino alla piazzetta dove cominciano la rua quatro e la rua três della favela Rocinha. Ha la pelle olivastra e i lineamenti dolci, gli occhi che sorridono al sole e ama raccogliere i suoi capelli lunghi in trecce. È vivace, e spesso gioca da queste parti correndo su e giù per i vicoli scoscesi, aggrappandosi al retro dei camion, salendo di nascosto sugli autobus (la estrada da Gavéa è una delle tre strade di Rocinha larghe tanto quanto basta perché possa passarci un autobus o un camion, se pur con manovre che sfidano la logica). Leggi il seguito di questo post »

Post Fotografatum – Saracinesca sulla favela

In Finestra sulla favela Rocinha, Garagem das Letras on 27 gennaio 2013 at 09:40

La saracinesca non è una finestra. È un punto di vista diverso. L’apertura di una saracinesca è più grande di quella di una finestra e, se guardi fuori da dentro, davanti alla saracinesca, ci passano bimbi con i palloncini, che però vorrebbero che fossero aquiloni, da far volare sui tetti, tanto non cadiamo mai, carrelli della spesa che non servono a fare la spesa, perché così tante cose non abbiamo i soldi per comprarle, però possiamo sempre usare il carrello per fiondarci giù dalla discesa come se fossimo in moto oppure in auto, perché da grandi vogliamo fare i piloti di formula uno, ci passa quello che vende le scope perché con tutta questa polvere e il fango che viene giù dalla foresta c’è sempre da pulire, e non sia mai che arrivano i topi e gli scarafaggi, che è meglio che se ne stanno laggiù in fondo dove c’è la fogna a cielo aperto, c’è quello con un carico di bombole del gas che l’altro giorno ne è esplosa una e un amico mio ha perso la casa, e si sentiva il rumore dei detriti che veniva già dal vicolo, e se guardi da fuori a dentro ti pare quasi che c’è un altro mondo di là della parete, con quello che guarda sempre dentro il computer e chissà che cosa ci vede, ma io lo voglio sapere, perché sono curioso, e ci sono uomini strani che puntano il dito alle pareti, e chissà che cosa ci vedono pure loro, ma questo non mi interessa tanto.

Pare che la finestra… o meglio, la saracinesca… abbia preso vita propria. Una serie di foto scattate dalla saracinesca da chi in favela Rocinha continua a lottare, anche mentre il Carnevale si avvicina, a questo link, oppure a quest’altro.

Aprendo la saracinesca c’è un garage, dentro al garage prenderà vita un nuovo progetto sociale, un caffè letterario in favela Rocinha, Garagem das Letras.

saracinesca sulla favela

saracinesca sulla favela