
Tutti, sì, se tutti potessero vedere e conoscere, quello che succede all’angolo tra la estrada da Gávea e la rua dois, da quando esci e gli autobus strisciano le loro corazze l’una contro l’altra, e cinquanta motociclisti aspettano in coda gridando “caralho!!” con determinazione e ironia, e mai con rabbia; se tutti potessero sapere di quando la rua dois ha l’entrata bloccata da un camion enorme che è lì per cambiare un generatore di elettricità, e perfino le auto dei banditi che risalgono devono tornare indietro, figuriamoci quelle dei poliziotti. Là dove passano i ragazzi che sono vestiti meglio, e forse sono proprio i ragazzi, dico, i ragazzi; se tutti potessero sapere di quando passa Walter, un bimbo che tifa il Vasco e che non è felice che il Vasco stia perdendo, ma che se glielo proponi, è curioso anche di scoprire dov’è la Cina, perché nessuno mai gli ha spiegato che esiste un Paese grande che si chiama Cina dove ci vivono milioni di cinesi. Leggi il seguito di questo post »
Archive for the ‘Finestra sulla favela Rocinha’ Category
Mezz’ora all’entrata della rua dois
In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha on 25 ottobre 2013 at 15:28Rocinha in movimento continuo
In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 22 ottobre 2013 at 00:37Un raggio di sole filtra nell’oscurità di un vicolo e si riflette sempre sullo stesso punto. Centoventi anni fa c’era un allevamento di buoi, settant’anni fa un gruppo di disertori italiani ha costruito una fazenda e ha dato un nome italiano ad alcune strade, sessant’anni fa fu asfaltata la estrada da Gávea, e ci facevano le corse automobilistiche; cinquant’anni fa arrivarono i primi migranti dal nordest Leggi il seguito di questo post »
Colpi d’arma da fuoco di lunedì mattina
In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 14 ottobre 2013 at 23:08I colpi d’arma da fuoco sono secchi e freddi. Sono secchi e freddi quando li senti esplodere tra mura rischiarate dall’aurora di un lunedì mattina. Passano indifferenti e ti lasciano indifferente. Non importa che ne capiti uno o che arrivino in serie di quattro: te ne accorgi dopo che sono capitati, e ti lasciano con il dubbio che siano capitati in sogno. Leggi il seguito di questo post »
Dia das crianças visto dall’alto
In Finestra sulla favela Rocinha, Il popolo di Rocinha on 12 ottobre 2013 at 13:41Era solo una questione di prospettiva, ne sono sempre stato convinto e ora ne ho la dimostrazione.
Vivo con mia nonna nella travessa da liberdade di Rocinha, e insieme a noi vivono almeno altri sei bambini come me, che mi sono fratelli, sorelle, zie, cugini, chi più simpatico, chi meno. Marianina è la più simpatica di tutti e insieme giochiamo molto, solo che adesso è andata a vivere con sua mamma, che è mia zia, nella parte alta della favela, così adesso posso giocare con Maria Vitoria, che però è troppo piccola e sta sempre zitta, e ti guarda con quegli occhi grandi e non si capisce a che cosa stia pensando. Poi c’è Gabriel, ma anche lui è più piccolo di me ed è solo da qualche settimana che sta cominciando a fare e a dire delle cose sensate. Poi c’è Jonatan, che però ha già sette anni e può uscire da solo dalla travessa da liberdade, e io sono ancora piccolo per poterlo seguire. Poi c’è Nicolly che è un po’ più grande di me, e fa dei giochi da femmina, tipo truccarsi. Poi c’è la Juju ma lei è proprio grande, la più grande di tutti, è brava a fare la capoeira e va in bicicletta. Così adesso che Marianina si è trasferita con chi gioco? Be’ di giorno lei sta con noi, perché andiamo insieme alla scuolina che sta proprio qui nel nostro vicolo, ma di sera? Be’, vorrà dire che giocherò meno e in compenso starò più largo, sempre sperando che la pancia della nonna sia aumentata per la cerveja e non perché ne sta arrivando un altro. Leggi il seguito di questo post »




