un impiegato in favela

Posts Tagged ‘opoto’

Il libro della giungla sierraleonese (l’ultima favola de #finestrasullaterra)

In Finestra sulla terra on 16 marzo 2016 at 13:08

Da Finestra sulla terra, di Un ricercatore in favela

Qui l’uomo bianco viene chiamato opoto. Il termine deriva da o português (il portoghese) perché portoghesi furono i primi bianchi visti e conosciuti su queste terre e quindi diventati i “bianchi” per antonomasia. L’opoto per i bambini dei villaggi è una creatura curiosa, fantastica e dal potere magnetico. Ne sono letteralmente catturati.

Libri della giungla

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Opoto snaps muretto

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 6 ottobre 2015 at 09:09

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

opoto snaps muretto

Questo gioco funziona così. Regola numero uno: ti affacci e chiami “opoto, opoto!!”. L’opoto non si gira, resta laggiù in fondo, fermo, oltre il muretto che non si può scavalcare; allora insisti: “opoto, opoto!!”. Allora lui si volta verso di te, e poi si volta di nuovo dall’altra parte, allora lo chiami ancora, e si volta di nuovo verso di te e allora insisti: “opoto, opoto!!”, e allora si gira di nuovo e arriva piano piano, e quando arriva vicino al muretto ti chiede con una parlata tutta strana che non si capisce: “sapete che cosa vuol dire opoto?”. A proposito, lo sapevi tu che opoto non vuol dire solo whiteman ma anche che Leggi il seguito di questo post »

C’è il ghiaccio in Italia?

In Finestra sulla terra on 9 settembre 2015 at 09:11

Da Finestra sulla terra, di Un ricercatore in favela

henry3

Ciao, mi chiamo Henry, ho 12 anni e faccio il 4° anno alla Saint Francis Primary School, a Makeni.

L’altro giorno, tornando a casa da scuola, mio papà mi è venuto incontro sorridente.

Henry, sai la novità? Leggi il seguito di questo post »

OPOTO!

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 16 giugno 2015 at 08:33

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela
opoto

Trotterellavo, giocherellavo, sbrigavo le mie incombenze quotidiane, me ne stavo al negozio della mamma e aspettavo che lei finisse di lavorare, quando all’improvviso mi sono imbattuta nella meraviglia più misteriosa della mia vita: una mano… non una mano normale, come la tua, come quella della mamma o dello zio o del fratello grande. Una mano diversa. Leggi il seguito di questo post »

Una mattina, di corsa, sulla strada per Yoni…

In Finestra sulla terra on 5 giugno 2015 at 13:25

Il racconto della Finestra sulla terra di Un ricercatore in favela

Ho l’abitudine di uscire la mattina presto a correre. Lo faccio da tanti anni, mi piace, mi rigenera dopo una settimana pesante, e trovo che sia anche un buon mezzo per esplorare. Correndo infatti si possono coprire distanze maggiori che camminando, si possono raggiungere posti più lontani che a piedi e si vedono paesaggi e ambienti con una luce nuova, da un punto di vista diverso. Mi ero proposto di farlo anche in Sierra Leone, ma qui non avevo fatto i conti con il repulsivo caldo equatoriale che, non di rado, mi demotiva fino a rinunciare! Oggi ho vinto la pigrizia e mi sono deciso ad andare. Ho scelto di non fare la solita strada che porta al villaggio di Yoni (una via sterrata ma comoda perché larga e piana). L’ho già fatta durante le prime settimane di permanenza qui, quando non conoscevo il territorio. Stavolta volevo provare un percorso nuovo. Così mi sono inoltrato per delle stradine sterrate secondarie, tra campi di arachidi e patate dolci, attraverso piantagioni di palme e macchie di foresta ricche di alberi di mango, banani, papaie e cotton trees. Dopo qualche km la fatica ha cominciato a farsi sentire, e dopo qualche centinaio di metri ancora mi sono accorto che stavo raggiungendo un piccolo villaggio isolato. finestra sulla terra sierra leone di corsa Per un attimo ho pensato: “come la prenderanno gli abitanti Leggi il seguito di questo post »