un impiegato in favela

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Pensieri altri

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 16 maggio 2015 at 13:46

Piccolo spazio dibattito

Ecco alcuni commenti che ho trovato a corredo della notizia del contagio di un giovane infermiere cooperante, un ragazzo che non ho avuto modo di incrociare personalmente ma che considero un amico. Si parla di contagio da un virus terribile, che affligge un’umanità già provata dalla povertà e dalla guerra degli anni novanta esplosa per causa dei diamanti.

Mi scuso con i lettori se per un attimo rivolgo la Finestra nella direzione della riva di partenza: è una necessità. Se i lettori vorranno contribuire con una risposta, un’opinione, un commento ai commenti, leggerò volentieri. Domani pubblicherò la mia, di risposta.

Ed ecco, sotto a questa immagine, i commenti alla notizia.

Immagine da tgcom24

Immagine da tgcom24

“Vanno ad aiutare gli altri e tornando contagiano noi, non mi sembra giusto perché le conseguenze devono essere solo le loro. La donna nigeriana contagiata e ricoverata a Milano è un altro caso dell’immigrazione continua agevolata dal Governo RENZI”

“Oltre ai rischi di contagio, Leggi il seguito di questo post »

Un altro pensiero

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 13 maggio 2015 at 22:20

Staring at the sun

Si dedica un pensiero, si dedica un altro pensiero affacciandosi Leggi il seguito di questo post »

Un pensiero

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 13 maggio 2015 at 00:36

Dalla Finestra non si può non dedicare un pensiero all’infermiere di Emergency che ha avuto il primo test positivo all’ebola. La Finestra è con te. Forza!

Ecco la notizia così come riportata sul sito di Emergency.

“Un infermiere che aveva lavorato nel Centro di cura dei malati di Ebola di EMERGENCY in Sierra Leone è risultato positivo al test Ebola. Leggi il seguito di questo post »

Ciao zingaro!

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 12 aprile 2015 at 02:05

Ciao Zingaro!

Ciao zingaro!
Mi hai accolto, mi hai protetto, mi hai insegnato, abbiamo combattuto insieme, Leggi il seguito di questo post »

Blu di metilene (l’ultimo racconto, per la terza volta)

In Finestra sulla Sierra Leone on 20 febbraio 2015 at 11:17

emergency ebola sierra leone so far so good

Lontano, sempre più lontano, lontano, e le abitazioni e le baracche e i palazzi coloniali si fondono sulla superficie di una terra frastagliata. Poco prima, sulla spiaggia di Aberdeen, una folla di bimbi e di uomini si accalcava a riva, dove le onde danno senso compiuto al loro cammino infrangendosi sulla sabbia; la gente infilava le braccia nel mare e da questo estraeva pesci. Un bimbo correva felice aggrappato al suo pesce dall’enorme corpo arrotondato e sottile, dalla coda biforcuta che gli solleticava il naso rotondo, dagli occhi opachi e dalla bocca sanguinante che ciondolava a pochi centimetri dai suoi scattanti piedi nudi. Un bimbo correva felice insieme al suo pesce, grande come lui, verso la sua comunità, verso la sua abitazione, e così facevano decine e decine di altri bimbi e adulti, gelosi della loro preziosa conquista. Oggi si fa festa, non solo perché si dice che da qualche giorno l’ebola stia calando ma anche perché un branco di pesci ha commesso l’errore di avvicinarsi alla spiaggia, ed è stato intercettato da chi di questo vive, della pesca.

Sempre più lontani i pescatori, le abitazioni, le baracche e i palazzi coloniali; ciascuno di essi si confonde con gli alberi, con le palme, e contribuisce a macchiare il frastagliato territorio di colori innaturali: tasselli rossi, viola, grigi e gialli a costituire un mosaico di umanità immerso nella foresta tropicale sempre più rada.

Sempre più lontano, il battello mi sta portando lontano, verso casa, e da lontano si perdono i dettagli, e le storie di umanità sfumano; resta un mosaico, poi un Paese dell’Africa Occidentale, infine un Continente su una mappa geografica.

Ma il mare è putrido di rifiuti e il battello si ferma. Il motore all’improvviso interrompe il suo ronzio. – Sirs, Madams, non c’è da preoccuparsi: un sacco di plastica si è incastrato tra le eliche, succede sempre. Rimuoveremo la spazzatura e ripartiremo. Solo un attimo di pazienza.

Il personale dell’imbarcazione lavora mentre il battello si lascia cullare dalle onde muto. In fondo al mare, sulle colline, tornano vivi i dettagli della metropoli, i colori si fanno più nitidi, i contorni degli edifici più chiari. C’è ancora l’ebola là dentro? Sta svanendo o sta tornando a causa di quel pescatore che è arrivato due giorni fa e che pare abbia navigato avanti e indietro con tutti i sintomi prima di giungere in ospedale? Leggi il seguito di questo post »