un impiegato in favela

Archive for the ‘Finestra sulla favela Rocinha’ Category

Muratori elettricisti e palombari di favela

In Finestra sulla favela Rocinha on 27 luglio 2012 at 00:57

Anche un impiegato può diventare muratore ed elettricista in favela Rocinha, o in un’altra  favela ancora. In un mese esatto, se ci dai dentro, puoi imparare a trasportare elettrodomestici su e giù per le scale, a inventare metodi contro l’umidità a base di polistirolo, a smontare ante di una cucina estraendo dalle mattonelle viti arrugginite come fossero denti cariati per poi estrarre da una bocca mal curata ripiani di legno marcio; impari che il legno marcio si può buttare via, quello buono no: insieme all’alluminio dei supporti delle ante, è prezioso e si può vendere al ferramenta. Ogni filo di metallo può essere un antenna per un televisore; il diffusore della doccia può fare da scaldabagno se compri il modello adeguato e lo colleghi ai fili elettrici opportuni.

Palombari di Rocinha

Impari a risalire alla matassa del filo della luce per capire, in un gomitolo di  fili di ferro e plastica isolante, da quali strade questi arrivino, da che punto entrino nelle case, da quale finestra escano di nuovo in strada per andare ad aggrovigliarsi sui pali e da quale fessura si insinuino nuovamente nelle sale  interne per poter provvedere al tuo fabbisogno di energia elettrica. Così impari a capire Leggi il seguito di questo post »

Le città dei bimbi

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 23 luglio 2012 at 22:09

Ovvero, riflessioni catturate facendo un giro nel centro di Rio nel giorno del massacro di Candelaria.

Ogni favela è un’isola che non c’è

Quando vivi per un mese in una favela di Rio de Janeiro, una qualsiasi: non è necessario che si tratti della più grande del Sudamerica (la Rocinha), o di una sotto il controllo del narcotraffico (come Jacarezinho), non è necessario che si tratti neanche di quella dove Michael Jackson ha girato un suo video; quando ci vivi per un mese restando pressoché sempre entro i suoi confini, se poi un giorno feriale ti rechi nel centro del commercio e del terziario di Rio de Janeiro per sbrigare alcune commissioni, la prima differenza che percepisci passando dalla favela alla zona urbana legale e riconosciuta ufficialmente è che qui non vedi in giro i bambini: Leggi il seguito di questo post »

Il cammino di Santa Marta, la favela

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 18 luglio 2012 at 22:30

All’inizio c’è l’accesso a un plano inclinado: un trenino che ti porterebbe in alto in poco tempo e senza fatica se scegliessi di arrivarci così, sulla cima della collina Dona Marta, sulla quale si arrampica la favela di Santa Marta. Se invece scegli di passare attraverso i vicoli stretti e ripidi, allora, lasciandoti alle spalle il grande cartello bianco a scritta blu già arrugginito che ha installato il Governo per segnalare la fermata del treno, passerai da una chiesa cattolica piccola e vuota, con le pareti interne intonacate di bianco e un cristo di legno ferito e sanguinante in fondo, dietro all’altare. Ti lascerai alle spalle la chiesa e comincerai a salire e, continuando sulle scalinate strette e ripide ti sembrerà di passare dentro al salotto delle case, tanto sono stretti i vicoli, e, se devierai lo sguardo di poco a fianco, non potrai fare a meno di guardarci dentro: i letti, i tappeti, le cucine, le televisioni e gli stereo, i gatti e una persona che dorme su un materasso steso per terra, proprio davanti alla porta d’ingresso sempre aperta; allora per discrezione  proverai a riportare lo visuale davanti a te, sul cammino che segue.

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Festa Julina a misura di bimbo

In Finestra sulla favela Rocinha on 14 luglio 2012 at 18:04

Nei giorni scorsi gran lavoro per portare giù dalla foresta le canne di bambù e per farle diventare la scenografia della festa julina (la festa di luglio): una festa tradizionale che la Onlus Il Sorriso dei miei Bimbi organizza in versione bimbi nel vicolo della scuolina Saci Sabe Tudo. Appendi le bandierine e i manifesti di carta con le scritte a pennarello, monta e addobba i baracchini, crea gli archi d’ingresso con le canne da bambù, trasporta le pentole di canjica, quella di caldoverde e le salsicce da fare alla griglia. Ai baracchini si mangia e si gioca: lancia la palla nella bocca del pagliaccio, butta giù i birilli, centra la bottiglia con l’anello. I biglietti per giocare e per mangiare costano due reais (meno di un euro) per rientrare nelle spese e si vince sempre: la posta in palio, un giocattolo.

Se il tuo ruolo è dare una mano alla cassa, vedi buona parte della festa da una piccola finestra che Leggi il seguito di questo post »

Scalate con bambù

In Finestra sulla favela Rocinha on 12 luglio 2012 at 23:27

Raggiungere la foresta metropolitana più grande del mondo partendo dalla zona bassa della favela Rocinha (che si estende su più di una collina, per arrivare, appunto, alla foresta), in compagnia di Julio armato di machete, è un ottimo modo per un ex-impiegato di conoscere meglio la favela stessa, consigliabile soprattutto se nessuno ha intenzione di utilizzare l’arma per fare violenza ad alcuno.

In occasione della festa julina (la festa di luglio) organizzata dalla scuolina Saci Sabe Tudo, è tradizione montare una scenografia basata su tronchi di bambù sistemati ad arco e addobbati. Per questo la missione di oggi (12 luglio 2012) consiste nell’arrampicarsi per gli stretti vicoli della zona alta della Rocinha, verso i luoghi che, prima dell’ingresso dell’UPP (polizia pacificatrice), erano presidio delle bande del narcotraffico che dominavano la favela; la missione è raggiungere la foresta, dare giù di machete a qualche tronco di bambù e ridiscendere.

Bambù

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