un impiegato in favela

Archive for the ‘Finestra sulla favela Rocinha’ Category

Cidade de Deus, la favela desolata

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 6 settembre 2012 at 01:16

La Città di Dio è una favela di Rio de Janeiro che si sviluppa in pianura e sembra essere stata abbandonata dagli uomini, una città deserta, al contrario di ciò che un impiegato occidentale si aspetterebbe dopo aver visto il film di fama internazionale che qui dichiara di essere ambientato.

Cidade de Deus

Come racconta questo film, la favela nasce negli anni ’60 come iniziativa della dittatura militare che qui mandò ad abitare gli abitanti più poveri residenti nelle barraccopoli di alcuni quartieri di Rio destinati ad altre classi sociali, come Lagoa e Jacarepaguà. Così facendo il regime si assicurò che questa gente si tenesse lontana dai quartieri della ricca borghesia affinché questi ultimi fossero rivalutati. Alcune favelas che si erano sviluppate nel centro della città furono così smantellate e ne fu creata una nuova, in periferia, la Città di Dio. Leggi il seguito di questo post »

Toca, uomo di fatica

In Finestra sulla favela Rocinha on 1 settembre 2012 at 21:15

Schiavi dell’antichità

In favela sono frequenti i problemi pratici dei quali la risoluzione richiede fatica fisica. È uno degli effetti dello stato di abbandono ai danni di questi agglomerati urbani scomposti e densi di umanità da parte dei Governi e degli altri uomini. Salta la corrente elettrica, i tubi dell’acqua perdono, sono necessari lavori di ristrutturazione in favore di aree di pubblica utilità; quale che sia il problema, sono agli abitanti a doversi arrangiare: nessuno accorre in loro aiuto. In alternativa c’è la rinuncia ai servizi di energia elettrica per esempio, o la convivenza con rivoli d’acqua e fogna che sgorgano dalla strada, misteriosi e improvvisi, stigmate di una terra abbandonata e martoriata. Così non è difficile trovare uomini come Toca, subito pronti a lavori di fatica, abituati a scattare dove ci sia la necessità senza proferire una parola. Leggi il seguito di questo post »

Favelas di notte, lacrime dalle colline

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 29 agosto 2012 at 02:33

Cristo Redentor, Rio de Janeiro

Può capitare che la favela ti stanchi e allora, per una sera, decidi di fare una passeggiata a Gávea, il quartiere che confina con Rocinha. Ad accompagnare questa linea di separazione c’è una scuola americana per ricchi: il campus, i campi sportivi, abitazioni per gli studenti dalla struttura solida, corredate di buoni servizi. I tetti rossi e spioventi del collegio si vedono dalla cima della collina sulla quale si inerpica Rocinha, ad esempio da dove finisce la rua um, principale presidio dei capi del narcotraffico fino a qualche mese fa, fino a prima della pacificazione. Qui la favela Rocinha cede il passo alla foresta, ma non prima di aprirsi in un campo di calcetto dove a quei tempi le feste erano una costante, di notte e di giorno… ma questa della rua um è un’altra storia… si diceva invece che dalla cima della rua um si vedono i tetti della scuola americana; Leggi il seguito di questo post »

La strada del ratto bagnato: il percorso fantasy di Rocinha

In Finestra sulla favela Rocinha, Strade di Rocinha on 23 agosto 2012 at 01:26

David Bowie di Rocinha

La zona che prende il nome di rua do  rato molhado (la strada del ratto bagnato) parte da una traversa della rua 3. Il groviglio di vicoli, di muri e di scale scomposte, dagli scalini asimmetrici che ti vedi salire e scendere di fronte, sulla testa e sotto ai piedi mentre ne percorri un’altra, è parte di uno scenario di urbanizzazione abusiva e tollerata, parte di una favela, che  percorri circondato dal suono dello scrosciare di un fiume che ti pare quello di un ruscello di montagna fino a che non ti ci trovi sopra di un paio di metri, percorrendo un ponte largo tanto quanto basta per farci passare un adulto  o due o tre bambini, di cemento armato, con o senza protezione, o composto di un paio di travi di legno appoggiate una di fianco all’altra; su uno di questi ponti devi ritrovarti, per renderti conto che quello scrosciare viene da una fogna a cielo aperto. I rivoli che  la compongono partono dalla cima della collina, vengono rafforzati dalle perdite dei tubi che trovano lungo il loro corso, e alla fine si riversano in un canale nella bassa Rocinha, probabilmente per andare a morire in mare. Si tratta dell’unica forma di fogna esistente in favela e non copre che una porzione del territorio. A volte lo scorrere si fa più vorticoso per l’accumularsi di bottiglie di  plastica ed elettrodomestici e i topi si inerpicano tra questi ostacoli; a volte hai la sensazione che ti stia facendo una doccia, nella fogna, quando te la trovi che ti circonda e ti senti le gocce battere sulla fronte; ma è solo una sensazione: di solito le gocce vengono dai panni stesi o da un tubo di acqua che perde. I vicoli sono umidi, lo spessore delle awaianas mantiene i piedi a distanza dal liquido che scorre per terra. Leggi il seguito di questo post »

Il cammino della rua 3: vietato giocare a pallone

In Finestra sulla favela Rocinha, Strade di Rocinha on 23 agosto 2012 at 00:52

vietato giocare a pallone

Riposarsi a volte è necessario e c’è chi per farlo legge o scrive; poi gli occhi si chiudono e il sonno prende il sopravvento. Ci sono giornate nelle quali non è facile svegliarsi anche se negli ultimi giorni il lavoro non è stato così intenso, ma sei stanco. Ti chiedi perché, ci pensi; provi a risalire alla radice e ti rendi conto che la stanchezza può avvolgerti anche se non hai fatto nulla, anche se non sei arrivato da nessuna parte; può farlo anche solo per aver passeggiato, ad esempio lungo la rua 3 della favela Rocinha, come nella rua do  rato molhado (la strada del ratto bagnato), dove sei stato colpito da una raffica di immagini inedite e che mai saresti riuscito a costruire con la sola fantasia. Leggi il seguito di questo post »