un impiegato in favela

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Che lingua si parla dove vive lei, Sir?

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 19 aprile 2015 at 14:16

una strada di waterloo, freetown, sierra leone

– Hi Suma, how are you? How de body?

– De body fine, Mr. Marco. How de day, how de work, Sir?

– De day is fine, de work is fine, Suma.

– So, how is everything? Ça va, Sir?

Oui, ça va, Suma, va tutto bene.

– Mi chiedevo, Sir… che lingua si parla in Coopi? Leggi il seguito di questo post »

PS al ritorno a scuola

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 17 aprile 2015 at 10:36
(foto da "street child")

(foto da “street child”)

Come ti stavo dicendo, ci siamo tornate, sì, ci stiamo tornando, ma non tutte, e non tutti sono tornati, e non tutti stanno tornando. A scuola ci hanno detto di lavarci le mani con il sapone, ma il sapone e l’acqua per lavarcele non c’erano. Ci hanno detto di Leggi il seguito di questo post »

Il ritorno a scuola

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 14 aprile 2015 at 21:45
Un insegnante di scuola (dal video di Unicef che trovate sotto)

Un insegnante di scuola (dal video di Unicef che trovate sotto)

Alcuni dei bambini che conosco vivono così: si lanciano nei bidoni dell’immondizia e cercano qualcosa di utile, qualcosa da usare o da rivendere. A me fa molto schifo, non lo farei mai, neanche per scherzo, e per fortuna a casa c’è chi mi dice che non ho bisogno di farlo e non avrò mai bisogno di farlo.

Altri bambini spaccano le pietre e le trasportano sulla testa. Deve essere molto faticoso. Io li porto, i cesti, sulla testa, con gli abiti da lavare, Leggi il seguito di questo post »

Ciao zingaro!

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 12 aprile 2015 at 02:05

Ciao Zingaro!

Ciao zingaro!
Mi hai accolto, mi hai protetto, mi hai insegnato, abbiamo combattuto insieme, Leggi il seguito di questo post »

Passeggiata a Freetown

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 10 aprile 2015 at 09:31

cotton tree sierra leone

Che cosa ne sai di una goccia di sudore? Della sua densità di crema che riaffiora spingendo tra le pareti dei pori, che ne sai del suo odore acre?

Che cosa vuoi saperne di un’onda sonora dirompente sconclusionata e senza fine che ti trapana e che ti gratta i timpani; del fumo nero dei tubi di scarico che dirompe nelle vie respiratorie, mentre stai incatenato in una strada che ti ha portato in mezzo a un enorme mercato, con il camion dell’immondizia che ti si erge di fronte, cavalcato da due uomini che dominano altitudini di rifiuti indossando con orgoglio la luccicante divisa costellata di macchie petrolio; e, dietro a quella che guidi, altre auto, e di fianco due moto incastrate tra i banchetti delle verdure, delle arachidi, della frutta, degli orologi, dei secchi di plastica, dei polli infranti e dei pesci squartati. Banchetti con altra mercanzia rossa, verde, gialla, viola, e tappeti appoggiati sul marciapiede che accolgono verdura che sta per marcire, sulla destra e sulla sinistra; file di banchetti e tappeti ricolmi di merce che si ripetono in profondità all’infinito come immagini riflesse da una coppia di specchi che stanno uno di fronte all’altro.

Lo sfrigolio del rigagnolo putrido e viola che scorre denso ai lati della strada l’hai già sentito? L’hai già sentito da qualche parte o è nuovo?  I commercianti stanno ore e ore a cavalcioni su quei canali, e le loro gocce di sudore vi cadono dentro. Che cosa sai, e che cosa vuoi sapere di quello sfrigolio? Come puoi fissare un colore? Leggi il seguito di questo post »