un impiegato in favela

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Trentasette: il porcile

In Finestra su Longacres on 7 maggio 2018 at 13:01

Da Finestra su Longacres, Di A.

– Quindi, riassumendo, mi sta dicendo che in tre celle…

Ndr. Questo racconto era ispirato all’esperienza diretta vissuta in un carcere di un paese dell’Africa meridionale, dove si è constatata una situazione di violazione di diritti umani, fino forse alla tortura. Un carcere remoto e dimenticato.
Ci è stato consigliato da persone che lavorano attorno a quel contesto di eliminare il racconto perché “potenzialmente oltraggioso per le autorità di quel paese”.
Consapevoli della modesta portata di questa finestra, seppur contravvenendo a qualche principio morale, per cautela e sicurezza assecondiamo la richiesta praticando autocensura, sperando che questa scelta possa portare ad una riflessione più approfondita anche presso chi l’ha richiesta, e riservandoci di ri-pubblicare più avanti, dopo averci riflettuto.

Finestra sulla favela continuerà a raccontare nel consueto stile, in forma letteraria, nel rispetto dei fatti e delle persone reali, anche con lo scopo di trattare e rendere noti a chi vi si voglia affacciare umanità trascurata e fatti di ingiustizia.

Finestra su Longacres continua

Finestra su Marco Pannella

In Altre finestre on 19 maggio 2016 at 16:01

Di Un impiegato in favela

marco pannella

Che c’entra Finestra sulla favela con Marco Pannella? C’entra, c’entra. C’entra perché un mio amico radicale, Lorenzo Lipparini, mi ha fatto conoscere Il Sorriso dei miei Bimbi Onlus, che mi ha portato in favela Rocinha; c’entra perché un’altra mia amica, Virginia Fiume, mi ha aiutato a creare questo sito di racconti, per non parlare di Lucilla che mi ha fatto conoscere COOPI, che è l’organizzazione con la quale sto lavorando, e Lucilla e Virginia le ho conosciuta in ambiente radicale; e questo ambiente avevo preso a frequentarlo perché adoravo sentir parlare Marco Pannella su Radio Radicale (anche quando non capivo bene che diceva) e la prima volta che l’ho visto dal vivo fu in occasione di un comizio a Roma allestito davanti alla statua di Giordano Bruno (e poi ci sarebbero stati congressi, fino a un tavolo di raccolta firme di pochi mesi fa). C’entra perché se grazie a Marco Pannella non avessi cominciato ad apprendere il significato profondo della parola Diritto, se non avessi conosciuto le battaglie per le minoranze, forse non mi sarebbe passato per la testa di creare un sito che raccontasse storie di favela, storie di umanità martoriata dalla violenza dell’abbandono e del pregiudizio. C’entra perché ci ha lasciato un caro amico, un caro zio abruzzese, e c’entra perché il sito è mio e ci scrivo quello che mi pare; accetterò le conseguenze.

Ma Finestra sulla favela è un sito di racconti, ed ecco qui il racconto che dedicai a Marco Pannella quando passò a trovarci presso un tavolo di raccolta firme lo scorso 21 dicembre. Gli si dedica un pensiero e dopo si torna in Nigeria (del nord), e dopo si torna alle nostre battaglie.

Racconto di Natale per Marco

Caro Marco, sei passato a trovarci, sei passato a fare tavolo con noi. Noi lì a dire le solite cose: “Una firma per la cannabis terapeutica legale in Lombardia?” “Una firma per Leggi il seguito di questo post »