un impiegato in favela

Posts Tagged ‘grottaglie’

Livù, A Sud del Mondo

In Finestra sul Ponte Lambro, Finestra sulla favela Rocinha, Finestra sulla Sierra Leone, Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 26 giugno 2015 at 22:13

Da Finestre sulla Finestra, di Un impiegato in favela

A sud del Mondo - Livù

Oggi è successa una cosa che mi ha fatto felice: Leggi il seguito di questo post »

Polmoni d’acciaio

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 13 maggio 2014 at 02:30

Da Taranto a Rio de Janeiro a Açailândia.
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Mi chiamo Marco, sono nato a Grottaglie, in provincia di Taranto, e vivo nella favela Rocinha di Rio de Janeiro. Da piccolo passavo spesso di fianco a Tamburi e mi ricordo una barricata che dalla superstrada ne occludeva la vista, era una barricata verde, mentre dall’altro lato della strada c’erano le ciminiere dell’Italsider. Non sono mai stato ad Açailândia, ma conosco l’etimologia  del nome di questa città: Leggi il seguito di questo post »

La finestra riapre, tra poco

In Finestra sulla favela Rocinha on 18 agosto 2013 at 12:51

Ultima alba a Ponte Lambro, di nuovo, verso un’altra riva

Questa mattina ho assistito alla mia ultima alba al quartiere Ponte Lambro di Milano, ultima per un po’, un anno, una stagione diciamo. A dirla tutta, può darsi che domattina ne veda un’altra, mentre sarò sul taxi per l’aeroporto. Da qui decollerò verso la favela Rocinha, da dove sono stato assente per questi sette mesi milanesi. Comunque questa mattina mi sono svegliato molto presto e come ho aperto gli occhi mi hanno dato il buongiorno una serie di raggi di luce rossi con sfumature violacee che si infiltravano tra le fessure delle tapparelle della sala e della cucina (in effetti, è il lato di casa rivolto a est). Mi alzo e vado in sala in stato di dormiveglia, e non ho le forze di alzare una tapparella per vedere intero il sole che sorge, ma, sporgendomi appena, ora da una fessura ora da un’altra, ne intuisco la forma e il colore: un cerchio di fuoco vivo già domina il cielo vicino alla linea dell’orizzonte, che da queste parti le Alpi rendono frastagliata. Gli scaffali e gli armadi di casa sono vuoti in questo ultimo giorno italiano, i miei vestiti giacciono in valigia, è metà agosto e la città è deserta, e mi sembra di essere il solitario testimone di uno spettacolo meraviglioso, un dono di  arrivederci regalatomi dal Ponte Lambro.

Mi chiamo Marco Loiodice (o forse dovrei dire Marco Francesco Renato, e il perché lo spiegherò tra poche righe). Leggi il seguito di questo post »