un impiegato in favela

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L’ultimo tramonto e Magdalene (l’ultimo racconto, per la quarta volta: immagini)

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 8 novembre 2015 at 15:07

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

Questa è la seconda parte, a immagini, dell’ultimo racconto de “Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno”, pubblicata oggi 8 novembre, ufficialmente il primo giorno di libertà dall’epidemia di ebola in Sierra Leone. La prima parte del racconto, quella a parole, la si può leggere seguendo questo link.

Magdalene

Ecco qui tutti i cieli della Sierra Leone in una galleria fotografica. Leggi il seguito di questo post »

L’ultimo tramonto e Magdalene (l’ultimo racconto, per la quarta volta: parole)

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 7 novembre 2015 at 14:44

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

L’ultimo racconto de “Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno” è un racconto lungo. Il tempo di lettura non dovrebbe superare gli otto minuti se scorri veloce, dodici minuti se te la prendi con calma, quindici secondi se guardi solo i titoli dei paragrafi.

Questa è la prima parte, a parole, dell’ultimo racconto de “Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno”, pubblicato il 7 novembre 2015 per festeggiare la fine dell’epidemia di ebola in Sierra Leone. Seguendo questo link invece si accede alla seconda parte del racconto, la galleria fotografica di tutti i cieli della Sierra Leone, pubblicata l’8 novembre 2015, il primo giorno di ufficiale libertà della Sierra Leone dall’ebola.

Magdalene

Magdalene

– Ciao come ti chiami?

– Mh. Non ha importanza.

– Dai, come ti chiami?

– Marco, mi chiamo Marco.

– Marco? Io mi chiamo Magdalene. M&M, come i cioccolatini!

– Sì, bene. Però davvero, grazie.

– Posso sedermi qui al tavolo con te?

– Ecco, appunto, no. Mi spiace, non è possibile.

– Ma siamo in spiaggia, sei da solo, io sono sola!

– Non è il caso.

– Vendo mele. Avevo voglia di fare una pausa e due chiacchiere. Non ti ho mica invitato a fare sesso.

– Scusa?… Scusa, quanti anni hai?

– Dodici.

– Ecco appunto, Magdalene, come ti salta per la testa? Il problema è che lo so come ti salta per la testa. Lascia stare.

– Magdalene. si scrive M A G D A L E N E. Si pronuncia Magdalin, non Magdalen. Forse al tuo Paese si dice Magdalen. Qui in Sierra Leone si dice Magdalin. Di dove sei?

– Italia…

– Italia? Che bello!

– Conosci?

– Ho un’amica che viene dall’Italia, Valentina: lavora al centro per i bambini laggiù all’inizio della strada. Mi ha insegnato a scrivere. M A G D A L E N E… Lavoro, vendo mele e abito qui. Volevo fare due chiacchiere, tutto qua.

– Conosci Valentina? Va bene dai… siediti. Facciamo due chiacchiere.

– Grazie. Eccoci. Perché sei qui, Marco? Che fai? Non sei delle miniere, vero?

– No no, niente diamanti. Mi sto rilassando, sono i miei ultimi giorni in Sierra Leone. Dopo mesi di pioggia è uscita una giornata di sole. Mi piace guardare il sole che scende sul mare e poi la luna che si alza e brilla sulle onde.

– Che ci fai in Sierra Leone? Ci sei stato per tanto tempo? Leggi il seguito di questo post »

Vietato guardare indietro

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 29 ottobre 2015 at 09:56

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

Vietato guardare indietro (3) - Copia

Oggi è una giornata buona: rovinavo giù per le discese a strapiombo del Congo Valley River, tra le baracche di lamiera che costellano la Old Railway Line, e all’improvviso ho trovato un copertone. Sono cose che ti girano la giornata: un bastone di legno lo trovi facilmente, e con quello fai rotolare la gomma avanti, sempre più avanti, e fai strada senza pensarci. Mi piace scegliere percorsi difficili. Amo il ponte pedonale della Old Railway; occhi fissi sul cerchio di gomma: mai guardare sotto, sei sospeso a Leggi il seguito di questo post »

…e quelli che ci sono ancora

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 27 ottobre 2015 at 13:02

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela

Quelli che ci sono ancora dopo ebola

Alpha Bangura

Memuna Sesay

Isatu Kamara

Osman Kamara è tornato

Suliman Kamara è tornato tenendo in braccio un bambolotto che gli hanno regalato al centro ebola: un palloncino bianco bello rotondo sul quale qualche infermiere ha disegnato occhi, baffi e sorriso.

Musu Koroma ha il mal di testa, e la vista peggiora, però è viva, e questa settimana ha trovato lavoro presso una ONG e si occupa di protezione infanzia. Al mal di testa e al calo della vista si abituerà: ci si abitua a tutto. Aminata Bangura ha cinque anni, Leggi il seguito di questo post »

Quelli che non ci sono più…

In Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno on 26 ottobre 2015 at 11:02

Da Finestra sulla Sierra Leone Il ritorno, di Un impiegato in favela (galleria fotografica di Un ricercatore in favela)

Rogbom Ebola cemetery

Fatmata Kamara l’ha investita la febbre alta, poi si è messa a sputare sangue, è stata spazzata via da un colpo di vento infernale e si è accartocciata che non aveva più di dodici anni. Era aprile dell’anno passato, del 2014, e non sapevamo che cosa fosse successo, e che cosa sarebbe successo dopo.

Dove viviamo noi non c’è elettricità, c’è una sola strada non asfaltata, non abbiamo generatori, non abbiamo automobili: molti dei nostri bimbi non ne hanno mai vista una. La prima è stata Leggi il seguito di questo post »