un impiegato in favela

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Passaggio a Borno

In Finestra sulla Nigeria (del nord) on 17 giugno 2016 at 07:47

Da Finestra sulla Nigeria (del nord), di Un impiegato in favela

Passaggio a Borno, nordest Nigeria

Sarà anche solo questo sole enorme, questo sole enorme intimidito dal velo di sabbia che al suo cospetto fluttua danzante per indispettirlo, neutralizzandone i raggi, costringendo questi alla dispersione, dispersione in un alone vago che sfuma sotto un cielo perplesso che abbraccia la sua stessa immagine mutata in fata morgana; saranno le corna che a questo cielo si sovrappongono risalendo l’avvallamento ai margini di una strada ancora sterrata fino a mostrarsi nella loro intera sinuosa lunghezza, per poi cedere il passo al muso di una vacca e poi ad altre corna, a due a due, lentamente, fino a rivelare la presenza di una mandria che si lascia accompagnare accondiscendente da un bimbo col bastone, due cani, tre capre e una donna a cavallo; saranno i rottami di un tozzo carro armato abbandonato dall’altro lato della strada, la gente distesa ad aspettare sulle panche dei villaggi di sabbia, i copertoni distesi in fila sull’asfalto provato dal continuo passaggio dei tir, le abitazioni scoperchiate, la steppa infinita; sarà quella sequenza di tir sventrati come balene arrugginite alla deriva o i cumuli di plastica nera che riaffiorano dalle distese di sabbia come cime di iceberg dalle onde del mare; saranno i posti di blocco della milizia civile o i soldati armati tra la gente, sarà la mia suggestione, perché so che in questa regione si combatte ancora quasi tutti i giorni, e loro, quelli dell’esercito irregolare, devono stare qui da qualche parte, nascosti a migliaia, con centinaia di bambine in ostaggio da anni; sarà per una o per tutte queste ragioni, ma attraversando queste terre, le terre di Borno, sento Leggi il seguito di questo post »