Dalla finestra di una stanza tropicale e favelada si sentono i mototaxi rombare a tutte le ore del giorno e della notte. Infatti la favela Rocinha è costruita attorno a sole due strade sufficientemente larghe da lasciar passare automobili e autobus; per muoversi altrove (in un’area urbana che ospita 200.000 abitanti) si può andare a piedi oppure prendere un mototaxi; per questo ce ne sono tanti.
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Ritorno in favela Rocinha dopo una serata a Lapa
In Finestra sulla favela Rocinha on 8 luglio 2012 at 20:50Pochi giorni di vita in favela Rocinha possono colpirti più di quanto non ti renda conto. Di ritorno da Lapa, da un locale costoso (eppure costava solo 35 reais, che sono poco più di 12 euro!?!), in prossimità di Rocinha, sento che la favela mi respinge, come se si sentisse tradita.
Sabato sera di samba a Lapa
In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 8 luglio 2012 at 20:23Lapa è un quartiere prima abbandonato ora, ristrutturato, meta di turismo brasiliano ed estero (dei gringos, direbbe un favelado); luogo di commercio, offre anche ristoranti e locali di musica e vita notturna. La mia amica Tania, che collabora con la mia Onlus, mi porta in un locale tra quelli che spingono di più. Il locale è organizzato su tre piani, offre una bella mostra di oggetti provenienti dalla borghesia medio-alta brasiliana del novecento: da strumenti musicali tipici del samba a carrozze e abiti. L’ingresso costa i 35 reais senza consumazione, cifra che a me pare esagerata anche se – me ne rendo conto ripensandoci ora – equivalgono a 12 euro circa; è che in Rocinha con 6 reais ci si procura un pasto che, tra carne riso e fagioli e farofa (una farina molto nutriente a base di manioca che accompagna tutti i pasti), basta per tutta la giornata. Leggi il seguito di questo post »
Benvenuto a Rocinha
In Finestra sulla favela Rocinha on 7 luglio 2012 at 12:31Finora sono stato testimone di due episodi che mi hanno dato conferma dell’emarginazione che subiscono le comunità delle favelas e della quale prima avevo solo letto o mi avevano raccontato.
Cuccioli selvaggi di Rocinha
In Finestra sulla favela Rocinha on 6 luglio 2012 at 00:17Sono cuccioli di giungla Camile, Renan, Gullherme Sousa e Dadì, quattro intorno ai dieci-dodici anni che, memori della mia generosa offerta di due giorni prima di un bottiglione di Guaranà, quando scendo in piazzetta di sotto dove ci sono i tavolini degli scacchi (ma nessuno gioca mai a scacchi); quando scendo in piazzetta a farmi una cervejinha per conciliare il sonno, memori di quel regalo, mi individuano e mi stanno appresso tutta la sera.
Prima Camile, con dolcezza, mi lascia per qualche minuto e torna con un bicchiere pieno di un intruglio denso che sembra cioccolato, e si mette a mangiarlo in silenzio seduta al tavolo con me, e poi mi fa un disegno sul taccuino; poi arriva Renan, che va più diretto al punto: mi riconosce come quello del Guaranà dunque come uno che potrebbe pagargliene un altro stasera – è pagare il termine che usano, non offrire – e chiede a Camile se le ho pagato io l’intruglio. Anche apprendendo che non l’avevo fatto, mi lascia anche lui una firma… e un omino. È il turno di Gullherme Sousa che autografa pure lui. Infine Dadì, che mi dice come si chiama ma preferisce non scrivere: forse non sa come si fa. Leggi il seguito di questo post »





