un impiegato in favela

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Natale con Stevie Wonder, Gilberto Gil, Michel e Diego

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 29 dicembre 2012 at 20:11

Stevie Wonder e Gilberto Gil (da billboard.br.com)

Sono diverse le stelle di Rio de Janeiro da quelle che vedi in Europa rivolgendo gli occhi al cielo.

Sta tramontando a Copacabana, e dalla parte opposta della baia, già si vede la Luna, con una compagna più piccola al suo fianco, in basso a destra. Una stella o un pianeta che, se vieni dall’Europa, ti ricorda Venere, e che alla Luna gira attorno nel corso della notte, prima ad essa sovrapponendosi e diventando invisibile dalla Terra, poi ritornando dal lato opposto, di nuovo compagna di viaggio della sorella più grande.

Sotto alle stelle, alla vigilia di Natale, cinquecentomila anime si ritrovano a Copacabana ad ascoltare il concerto gratuito di Gilberto Gil e Stevie Wonder, con un enorme palco sulla spiaggia, enormi schermi e amplificatori per portare le note lontano.

Chi sono i cinquecentomila intervenuti al concerto di Natale di Rio de Janeiro? Leggi il seguito di questo post »

Leo e gli spiriti

In Finestra sulla favela Rocinha on 27 dicembre 2012 at 19:41

Serpente che si insinua negli anfratti delle strade di  Rocinha, lo vedi, negli ultimi tempi, passeggiare guardingo, come chi va a caccia di topi. Si gira indietro, si volta, gli pare che qualcuno lo abbia chiamato, ma ha solo sentito voci e suoni ordinari di favela. Leo, che è stato presidente dell’associazione abitanti della favela Rocinha, candidato consigliere comunale per l’attuale sindaco di Rio de Janeiro Eduardo Paes, escluso dai media pochi giorni prima le recenti elezioni municipali perché è stato denunciato dal comandante della Polizia Pacificatrice per tentativo di corruzione; Leo, uno che ha portato avanti la campagna elettorale con un jingle che, cominciando a suon di mitraglia, ricordava i tempi andati di Nem di Rocinha, ultimo capo prima della pacificazione; Leo, che ha rivolto minacce di morte ad abitanti della favela per realizzare i suoi giochi di potere. Leggi il seguito di questo post »

Una vita breve

In Finestra sulla favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 26 dicembre 2012 at 23:51

Dalle parti di rua tres c’è una ragazza che sorride con gli occhi e quando sorride i suoi occhi risplendono di vita; ha la pelle olivastra e i capelli lunghi e ricci che risplendono al sole, e lei lascia che questi accarezzino le rotondità del suo petto, anch’esse piene di  vita  e fresche, quelle di una giovane donna che è stata bambina poco tempo fa. La rotondità prorompente dell’addome è quella di una giovane che sta per diventare mamma e se le chiedi quanti anni ha, ti sorride e ti dice che ne ha quattordici. Leggi il seguito di questo post »

Domenica sera pagode

In Finestra sulla favela Rocinha on 22 dicembre 2012 at 19:57

Kathleen, Gioanna e Nathalia

Fino a qualche mese fa, scendendo lungo la rua 4 di Rocinha la domenica sera dalle nove in poi ti imbattevi in un alveare felice e confusionario di bimbi, giovani e giovani adulti. Su entrambi i lati della strada una serie di baracchini aperti, con il tetto spiovente e rosso e una lampadina sotto che chissà a quale presa era attaccata, in mezzo al groviglio di fili elettrici che ti trovi a un metro dalla testa camminando per ogni vicolo di Rocinha; presso questi baracchini potevi comprare un churrasco, una cerveja o una caipirinha. Da lontano già sentivi il ritmo del pagode, ma, scendendo ancora, facendoti spazio tra lafolla, davanti a te il palco: cinque ragazzi concentrati sul  microfono, seduti, un movimento della bocca per cantare e uno delle braccia per suonare, occhiali da sole anche se era inverno, le luci ora rosse ora viola ora verdi o gialle per creare l’atmosfera. Leggi il seguito di questo post »

Natale tutti al mare, a São Conrado

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 15 dicembre 2012 at 18:37
papai noel (immagine da blog.wilier.it)

papai noel (immagine da blog.wilier.it)

C’è un’auto abbandonata in rua 4 almeno da quando esiste la rua 4, cioè da quando il Governo, in prossimità delle elezioni di un paio d’anni fa, decise di avviare un progetto di ristrutturazione di un vicolo stretto e umido per trasformarlo in una strada dignitosa. L’ammasso di lamiera e plastica non si muove da allora ma si trasforma con le stagioni. Cambia colore con l’avanzare della ruggine, si snellisce di pezzi: via il motore, via il volante, gli specchietti, i sedili; la carcassa di metallo rosso terra diventa deposito provvisorio per traslochi o per raccolta differenziata di lattine e plastica (molti in favela affondano mani e gambe nude nelle discariche a cielo aperto per recuperare questi beni e rivenderli nei centri di smistamento: una raccolta differenziata eseguita dagli esponenti più disgraziati del  popolo); dicembre inoltrato, e anche se fa caldo l’automobile abbandonata diventa piedistallo per l’albero di Natale e per i relativi addobbi, la rappresentazione senza vita di un pino che affonda le sue radici di plastica nella ruggine per cercare qui il sostentamento di cui non ha bisogno.

Il Natale si porta in una favela brasiliana gli stessi simboli dell’emisfero nord: Leggi il seguito di questo post »