un impiegato in favela

Archive for the ‘Oltre la favela Rocinha’ Category

Natale tutti al mare, a São Conrado

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 15 dicembre 2012 at 18:37
papai noel (immagine da blog.wilier.it)

papai noel (immagine da blog.wilier.it)

C’è un’auto abbandonata in rua 4 almeno da quando esiste la rua 4, cioè da quando il Governo, in prossimità delle elezioni di un paio d’anni fa, decise di avviare un progetto di ristrutturazione di un vicolo stretto e umido per trasformarlo in una strada dignitosa. L’ammasso di lamiera e plastica non si muove da allora ma si trasforma con le stagioni. Cambia colore con l’avanzare della ruggine, si snellisce di pezzi: via il motore, via il volante, gli specchietti, i sedili; la carcassa di metallo rosso terra diventa deposito provvisorio per traslochi o per raccolta differenziata di lattine e plastica (molti in favela affondano mani e gambe nude nelle discariche a cielo aperto per recuperare questi beni e rivenderli nei centri di smistamento: una raccolta differenziata eseguita dagli esponenti più disgraziati del  popolo); dicembre inoltrato, e anche se fa caldo l’automobile abbandonata diventa piedistallo per l’albero di Natale e per i relativi addobbi, la rappresentazione senza vita di un pino che affonda le sue radici di plastica nella ruggine per cercare qui il sostentamento di cui non ha bisogno.

Il Natale si porta in una favela brasiliana gli stessi simboli dell’emisfero nord: Leggi il seguito di questo post »

Parole dolci

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 5 dicembre 2012 at 23:28

Meu amor (mio amore).

Meu filho (figlio mio).

Obrigado. Obrigado a você (ti sono riconoscente. Sono io che ti  devo riconoscenza).

Meu senhor, minha senhora (mio signore, mia signora).

Pequenina, que linda é você (piccolina, che bella che sei). Leggi il seguito di questo post »

Zumbi a Babylonia e Chapéu-Mangueira

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 20 novembre 2012 at 00:32

Poiché nell’universo regnava il Caos, la dea Tiāmat e il dio Marduk si scontrarono. Marduk voleva mettere ordine nell’universo e combatté fino a quando non uccise Tiāmat.

Akomabu, che la cultura non muoia mai (foto di http://www.behance.net/_Pz__ )

Così comincia il mito della città di Babylonia, e prosegue con la creazione dell’Uomo come creatura che servisse gli dèi, e di un santuario in Terra che gli stessi dèi avrebbero costruito in omaggio a Marduk. Nacque una grande città e, secondo la leggenda, fu innalzata una torre, sempre più alta, perché l’Uomo potesse raggiungere gli dèi.

Babylonia è anche il nome di una favela di Rio de Janeiro che si è inerpicata sulla collina ai piedi della quale si trova quartiere di Leme, che divide Copacabana da Botafogo. Leggi il seguito di questo post »

Elezioni di Rio de Janeiro in favela Rocinha, l’isola che non c’è (PARTE 2)

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 12 ottobre 2012 at 19:58

Leo Comunidade

Il suo slogan elettorale è stato gridato per tre mesi in favela Rocinha – da luglio fino a pochi giorni prima di domenica 7 ottobre 2012, il giorno delle elezioni comunali di Rio de Janeiro – a massimo volume, dai tetti  delle automobili, richiamando un proibidão: un funky di  favela che inneggia all’uso delle armi e istiga alla violenza contro le forze dell’ordine ufficiali, e che è proibito per legge. L’attacco di questo suo slogan una scarica di mitragliatrice, dopo si mitiga nel testo ma non nel tono della voce, urlando che “è un tipo serio” e che “parla sul serio”, e che il numero elettorale da votare, il suo, è 19000. Per votare un sindaco e un consigliere comunale, a Rio de Janeiro, indichi un numero, così un candidato può presentarsi con un soprannome anziché con il suo nome originale. È il caso di Leonardo Rodrigues Lima, candidato consigliere comunale con lo pseudonimo di Léo Comunidade (Comunidade, Comunità, è il nome politicamente corretto per favela). Fa parte della squadra di Eduardo Paes, sindaco uscente ed eletto a grande maggioranza, il 7 ottobre, ad amministrare Rio de Janeiro per il mandato dei prossimi quattro anni, che  vedrà passare dalla ex-capitale del Brasile la finale dei Campionati Mondiali di calcio. Leggi il seguito di questo post »

Elezioni di Rio de Janeiro in favela Rocinha, l’isola che non c’è (PARTE 1)

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha on 11 ottobre 2012 at 00:43

Eduardo Paes e il suo manifesto elettorale

I muri ricoperti dai manifesti, le strade tappezzate dai volantini, quelli lanciati a manciate dai finestrini delle auto, quelli lasciati andare per terra camminando, in quantità tali  da esporre i passanti a rischio di scivoloni. Le auto viaggiano per la estrada da Gavea, per la via Apia, e per il Caminho do Boiadero, cioè per le strade della favela Rocinha dove le auto riescono a passare, con l’ amplificatore sul tetto e il volume al massimo, annunciando a ritmo funky gli slogan dei candidati, facendo tremare senza sosta i timpani e i muri delle case. Nella estrada da Gavea, all’altezza della Biblioteca Parque, iniziativa del Governo inaugurata in occasione delle precedenti elezioni, e dopo di queste chiusa, e aperta di nuovo in occasione della nuova campagna elettorale (non più di tre mesi fa); dall’altra parte della strada rispetto alla biblioteca, un gruppo di elettori ha occupato uno spiazzo con due vasche enormi piene di ghiaccio e di lattine di  birra da offrire ai passanti a nome dei candidati che sostengono. Per questa nuova occasione di festa non è mancato il supporto del Deejay funky, così qui si è creata una folla che  continuerà a festeggiare tutta la notte, anche ad urne chiuse: scioltosi il ghiaccio, alcuni degli avventori non si faranno scrupoli a  rovesciare  in mezzo alla strada la vasca piena d’acqua generando un’onda lungo la strada e sfiorando una volante della polizia pacificatrice che proprio davanti alla piazzetta si era fermata con i lampeggianti accesi. Nel mezzo del rivolo che scende giù per la collina, si ferma così un’altra camionetta a rinforzo; la musica  continua a pompare, la festa anche. Uno degli animatori ride sbeffeggiante verso il mezzo delle forze dell’ordine che si è appena fermato e fissa provocatoriamente uno dei militari, portandosi indice e medio agli occhi rossi di alcol e di odio, per poi ruotare il polso e rivolgerli nella direzione di quello, come a lanciargli il messaggio: “ti ho visto in faccia e non mi scappi.”. Così una squadra in divisa scende in strada e si avventura a dividere la piccola folla con i soliti fucili e pistole manico alla mano; nessuno si scompone, la musica va avanti, la festa e i balli anche; la squadra di  poliziotti prosegue il suo giro di perlustrazione risalendo la collina: questa volta nessuno dei favelados festaioli si è fatto sorprendere a fumare maconha (marijuana).  Leggi il seguito di questo post »