un impiegato in favela

Un impiegato in favela

Verso un’altra riva

Da Rio a Freetown alla nigeria al ME

C’era una volta un impiegato (impiegato pagliaccio cortesia di Ilary Reedgoes)

Mi chiamo Marco, laureato in ingegneria, per circa dieci anni project manager nel campo dei sistemi informatici per multinazionali di consulenza e dei servizi; dopo, mi sono trasferito in una favela brasiliana, la favela Rocinha di Rio de Janeiro, dove, per un paio d’anni, ho fatto del mio meglio in sostegno ai progetti di educazione infantile e formazione giovanile della Onlus Il Sorriso dei miei Bimbi. A novembre 2014 sono partito per la Sierra Leone con Emergency. Qui ho fatto parte di una squadra che ha costruito e fatto funzionare un ospedale di cura dell’ebola (due, per la precisione). Ad aprile 2015 sono tornato in Sierra Leone con “COOPI – Cooperazione Internazionale“, ancora in emergenza ebola, in qualità di coordinatore di un progetto di protezione infanzia, quella minacciata dalle conseguenze sociali ed economiche dell’epidemia. In seguito la Nigeria del nord-est, dove ho coordinato il programma umanitario di COOPI in risposta alla crisi Boko Haram. Negli hanno successivi mi sono trovato impegnato in paesi lontani, o meglio, medio lontani: Siria, Iraq, Libano, Giordania, Territori Palestinesi Occupati.

“Finestra sulla favela” ci ha accompagnati nel corso di queste esperienze, fino anche in occasione di qualche passaggi a casa, a Ponte Lambro. Per ciascun popolo emerginato, per ciascuna crisi trascurata, per ciascun luogo remoto e poco conosciuto, per ciascuna esperienza (non solo mia personale: ci sono stati altri cooperanti che hanno contribuito, vedi per esempio il viaggio di A. in Zambia), una Finestra: partendo da qui puoi affacciarti a ciascuna di esse.

Infine, voglio condividere con te che nel 2015, insieme ad Antonio Spirito, ho pubblicato l’e-book “Finestra sulla favela: racconti e immagini dalla Rocinha di Rio”, disponibile su Amazon per Kindle e dispositivi con applicazione Kindle.

Affacciati a Finestra sulla favela!

finestra sulla favela (5)

(Finestra sulla favela di Antonio Spirito)

  1. […] finestra sulla favela Un impiegato in favela […]

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  2. grande, complimenti..!Anch’io da tempo medito di farlo, sono stata in Rocinha nel 2009 e ho conosciuto Barbara e gli altri, persone meravigliose, sempre rimaste nel cuore. L’ho risentita un anno fa non riuscendo ad incontrarla, a febbraio conto di tornare e spero finalmente di concretizzare un progetto che mi permetta di fare un’esperienza simile alla tua , se sarai ancora li, mi farà molto piacere conoscerti. Un abbraccio a tutta la Rocinha
    Stefania

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  3. Umano e didascalico, piacevole e sincero. Complimenti e grazie per le testimonianze. Io passo solo sei mesi l’anno a Flamengo, e in favela ci sono stato solo per visitare amici. Chissà che la prossima volta ci si possa incontrare…

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    • Grazie Max. Volentieri! Passa a trovarci nella Rocinha, qui, con la Onlus Il Sorriso dei miei Bimbi, ci occupiamo anche di turismo di responsabile: passeggiamo insieme per i vicoli, presentiamo a chi viene da fuori i nostri amici, agevolando uno scambio da dentro a fuori la favela e viceversa.
      Inoltre è sempre un piacere mostrare come funzionano i progetti. Quindi, sei il benvenuto sì!
      Grazie anche per gli altri apprezzamenti e per il tempo che hai voluto dedicare ad affacciarti alla finestra.
      Marco (Francesco Renato…)

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  4. ciao marco, anch’io ho una figlia che è volata verso un’altra riva. stefania si trova a cuenca ecuador, in una casa rifugio per donne vittime di violenza.
    benedetti ragazzi! ( intendo proprio alla lettera).
    sempre con affetto. adele

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    • che bella notizia! infatti ho trovato due sorelle su quattro, e di stefania non sapevo nulla. brava lei! scrivimi un’email per farmi sapere di più, se ti va, trovi il mio indirizzo nella pagina dei “contatti”. una abbraccio!

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  5. “Sono convinto che i confini nazionali o politici di qualsiasi tipo debbano essere abbattuti perché oggi rappresentano strumenti autoreferenziali del potere per limitare la libertà di ognuno di vivere dove e come preferisce, magari facendo qualche esperimento per capire dove si trovi meglio e dove possa anche dare un contributo, dove possa lasciare il meglio di se stesso.” …siamo sulla stessa linea d’onda.
    Lavoro nel settore IT da almeno vent’anni, attualmente mi occupo di formazione e mi piacerebbe, un giorno non lontano, mettere la mia esperienza e le mie conoscenze a disposizione degli altri, in particolare di chi ne ha veramente bisogno, per contribuire a raggiungere quello che hai scritto in quella frase.
    Spero di potervi incontrare li, a Rocinha, e fare la mia parte.

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    • Ciao Luca, grazie per aver condiviso un po’ della tua esperienza personale e una riflessione. Se sei di passaggio in Rocinha, ti consiglio di contattare Il Sorriso dei miei Bimbi, tanto per cominciare, per un’esperienza di turismo responsabile. Un abbraccio

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  6. bentornato in italia .. anzi bem vindo.. finalmente sono riuscita ad affacciarmi alla tua finestra: e mi è sembrato di tornare indietro alcuni anni fa quando vivevo in Brasile vicino a Rio. e ti seguirò anche ora che sei tornato perchè come dici tu le storie di disagio e di emarginazione si trovano anche sotto casa..atè jà
    alice di viaggiosottocasa

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