un impiegato in favela

Lontano, dove finisce il mare

In Finestra sulla favela Rocinha on 12 agosto 2012 at 20:24

pinocchio di favela

Chi viene da fuori è subito identificato dai bambini della favela come colui che può dare – quando, di contro, verso nessuno degli abitanti ordinari possono avere la stessa pretesa -, ma non è detto che lo straniero possa farlo effettivamente: se dai due reais a un bimbo dovresti farlo con tutti e non sarebbe facile spiegare il motivo per cui a uno sì e agli altri no. Anche per una questione di responsabilizzazione, meglio un gesto di attenzione e di affetto, o una lezione di italiano o di geografia che possa essere loro utile per pensare di costruirsi un futuro in modo indipendente. Tuttavia, in una bella domenica di sole, se ci si sente in vacanza davanti al mare, alle colline e al cielo di Rio de Janerio, si può fare un eccezione. Così ci si ritrova al tavolo di un chiosco sul lungomare in compagnia di Davide e Junino che si arrampicano felici sul formaggio filante di un cheeseburger diviso a metà e si tuffano in un bicchiere di coca cola. Leggi il seguito di questo post »

Nei volti dei bimbi, speranze e disillusioni

In Finestra sulla favela Rocinha, Oltre la favela Rocinha, Storie di Pacificazione on 29 luglio 2012 at 20:51

A namoraidera

Se ti capita di passare un sabato a Santa Teresa, quartiere di Rio de Janeiro bello e carioca nelle radici, dove puoi gustare la migliore feijoada della tua permanenza in Brasile; se ti capita di passeggiare per i luoghi di artigianato di questo quartiere e di sorridere nell’osservare il  mezzo busto di legno che raffigura una ragazza di pelle nera che, con il viso appoggiato al palmo della mano, guarda il cielo trasognata e sospirante; se ti capita di passare per il parco delle rovine, dove visiti una casa diroccata che è stata uno dei principali centri della belle epoque carioca di fine ‘800; se  questo tuo passaggio è stato preceduto dall’incontro di un giovane che ti fa da guida senza chiederti soldi, sostenendo di essere un’artista che non vende la sua arte e che riesce a vivere comunque arrangiandosi e ti viene in mente una scena di un film di Nanni Moretti; Leggi il seguito di questo post »

Muratori elettricisti e palombari di favela

In Finestra sulla favela Rocinha on 27 luglio 2012 at 00:57

Anche un impiegato può diventare muratore ed elettricista in favela Rocinha, o in un’altra  favela ancora. In un mese esatto, se ci dai dentro, puoi imparare a trasportare elettrodomestici su e giù per le scale, a inventare metodi contro l’umidità a base di polistirolo, a smontare ante di una cucina estraendo dalle mattonelle viti arrugginite come fossero denti cariati per poi estrarre da una bocca mal curata ripiani di legno marcio; impari che il legno marcio si può buttare via, quello buono no: insieme all’alluminio dei supporti delle ante, è prezioso e si può vendere al ferramenta. Ogni filo di metallo può essere un antenna per un televisore; il diffusore della doccia può fare da scaldabagno se compri il modello adeguato e lo colleghi ai fili elettrici opportuni.

Palombari di Rocinha

Impari a risalire alla matassa del filo della luce per capire, in un gomitolo di  fili di ferro e plastica isolante, da quali strade questi arrivino, da che punto entrino nelle case, da quale finestra escano di nuovo in strada per andare ad aggrovigliarsi sui pali e da quale fessura si insinuino nuovamente nelle sale  interne per poter provvedere al tuo fabbisogno di energia elettrica. Così impari a capire Leggi il seguito di questo post »