un impiegato in favela

Toca, uomo di fatica

In Finestra sulla favela Rocinha on 1 settembre 2012 at 21:15

Schiavi dell’antichità

In favela sono frequenti i problemi pratici dei quali la risoluzione richiede fatica fisica. È uno degli effetti dello stato di abbandono ai danni di questi agglomerati urbani scomposti e densi di umanità da parte dei Governi e degli altri uomini. Salta la corrente elettrica, i tubi dell’acqua perdono, sono necessari lavori di ristrutturazione in favore di aree di pubblica utilità; quale che sia il problema, sono agli abitanti a doversi arrangiare: nessuno accorre in loro aiuto. In alternativa c’è la rinuncia ai servizi di energia elettrica per esempio, o la convivenza con rivoli d’acqua e fogna che sgorgano dalla strada, misteriosi e improvvisi, stigmate di una terra abbandonata e martoriata. Così non è difficile trovare uomini come Toca, subito pronti a lavori di fatica, abituati a scattare dove ci sia la necessità senza proferire una parola. Leggi il seguito di questo post »

La strada del ratto bagnato: il percorso fantasy di Rocinha

In Finestra sulla favela Rocinha, Strade di Rocinha on 23 agosto 2012 at 01:26

David Bowie di Rocinha

La zona che prende il nome di rua do  rato molhado (la strada del ratto bagnato) parte da una traversa della rua 3. Il groviglio di vicoli, di muri e di scale scomposte, dagli scalini asimmetrici che ti vedi salire e scendere di fronte, sulla testa e sotto ai piedi mentre ne percorri un’altra, è parte di uno scenario di urbanizzazione abusiva e tollerata, parte di una favela, che  percorri circondato dal suono dello scrosciare di un fiume che ti pare quello di un ruscello di montagna fino a che non ti ci trovi sopra di un paio di metri, percorrendo un ponte largo tanto quanto basta per farci passare un adulto  o due o tre bambini, di cemento armato, con o senza protezione, o composto di un paio di travi di legno appoggiate una di fianco all’altra; su uno di questi ponti devi ritrovarti, per renderti conto che quello scrosciare viene da una fogna a cielo aperto. I rivoli che  la compongono partono dalla cima della collina, vengono rafforzati dalle perdite dei tubi che trovano lungo il loro corso, e alla fine si riversano in un canale nella bassa Rocinha, probabilmente per andare a morire in mare. Si tratta dell’unica forma di fogna esistente in favela e non copre che una porzione del territorio. A volte lo scorrere si fa più vorticoso per l’accumularsi di bottiglie di  plastica ed elettrodomestici e i topi si inerpicano tra questi ostacoli; a volte hai la sensazione che ti stia facendo una doccia, nella fogna, quando te la trovi che ti circonda e ti senti le gocce battere sulla fronte; ma è solo una sensazione: di solito le gocce vengono dai panni stesi o da un tubo di acqua che perde. I vicoli sono umidi, lo spessore delle awaianas mantiene i piedi a distanza dal liquido che scorre per terra. Leggi il seguito di questo post »

Il cammino della rua 3: vietato giocare a pallone

In Finestra sulla favela Rocinha, Strade di Rocinha on 23 agosto 2012 at 00:52

vietato giocare a pallone

Riposarsi a volte è necessario e c’è chi per farlo legge o scrive; poi gli occhi si chiudono e il sonno prende il sopravvento. Ci sono giornate nelle quali non è facile svegliarsi anche se negli ultimi giorni il lavoro non è stato così intenso, ma sei stanco. Ti chiedi perché, ci pensi; provi a risalire alla radice e ti rendi conto che la stanchezza può avvolgerti anche se non hai fatto nulla, anche se non sei arrivato da nessuna parte; può farlo anche solo per aver passeggiato, ad esempio lungo la rua 3 della favela Rocinha, come nella rua do  rato molhado (la strada del ratto bagnato), dove sei stato colpito da una raffica di immagini inedite e che mai saresti riuscito a costruire con la sola fantasia. Leggi il seguito di questo post »